Fondazione Vodafone presenta la “rete mobile in uno zaino”

di Fabrizio Castagnotto

Vodafone Instant NetworkLa Fondazione del Gruppo Vodafone ha presentato oggi al Mobile World Congress di Barcellona Instant Network Mini, la “rete mobile in uno zaino”, del peso di 11 chili che può essere abilitata all’uso in appena 10 minuti, consentendo ai soccorritori di svolgere le loro attività umanitarie in situazioni di emergenza.

Un robusto zaino trasportabile in aereo come bagaglio a mano e che può essere abilitato anche da personale non tecnico, Instant Network Mini della Fondazione Vodafone, consente fino a 5 telefonate contemporanee entro un raggio di 100 metri e l’invio di messaggi di testo a migliaia di persone per fornire informazioni cruciali a seguito di un disastro. 

 

La “rete in uno zaino” rappresenta un’evoluzione del Vodafone Foundation Instant Network, una rete dal peso di 100 chili trasportabile in quattro valigie. Quest’ultima, che ha un raggio operativo di 5 chilometri, quindi molto più ampio, è stata utilizzata nelle Filippine a 24 ore dal Tifone Haiyan nel novembre 2013. L’uso di questa rete ha consentito l’invio di 1,4 milioni di SMS e 443.288 telefonate in 29 giorni.

La soluzione Instant Network Mini è stata sviluppata nell’ambito di una collaborazione fra Vodafone Spagna, Huawei e Telecoms Sans Frontières e fornisce una connessione GSM 2G sicura. La stazione radio-base in GSM si collega ad una rete host su una connessione satellitare. Questa rete GSM è particolarmente adatta immediatamente dopo una catastrofe per servizi di money transfer in aree inaccessibili. È stata progettata per fornire comunicazioni sia vocali sia SMS a postazioni umanitarie di piccole dimensioni in aree disastrate.


Andrew Dunnett, Direttore della Fondazione del Gruppo Vodafone,  ha dichiarato: “L’Instant Network della Fondazione Vodafone ha consentito a migliaia di persone di collegarsi con i loro cari.  L’Instant Network Mini della Fondazione Vodafone è semplice e veloce da impiegare e sarà particolarmente valida per gli operatori umanitari che non dispongono di altri mezzi di comunicazione”.  

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