Wind, i clienti mobili superano quota 22 milioni. Calano quelli di rete fissa

di Redazione

Wind 10 percento promo ricarica MyWindGiornata di bilanci quella di ieri. Arrivano anche i numeri di Wind: buoni dati considerato il contesto difficile.

Il primo semestre 2013, scrive l’operatore, “conferma il successo dell’offerta commerciale di WIND, da sempre caratterizzata da convenienza, semplicità e trasparenza, che le consente di rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento nel mercato italiano, in particolare nella telefonia mobile. Tale risultato è particolarmente significativo perché ottenuto in un mercato soggetto a una forte pressione competitiva sui prezzi ed in uno scenario regolamentare caratterizzato da consistenti tagli alle tariffe di terminazione mobile“.


Nei sei mesi al 30 giugno 2013 i ricavi totali di WIND si attestano a 2.495 milioni di euro, in diminuzione dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per via del taglio del 72% della terminazione mobile e della forte concorrenza. Al netto della terminazione mobile i ricavi totali sono in crescita dell’1,3% trainati sia dall’aumento dei clienti nella telefonia mobile, in particolare sui bundle “All Inclusive”, con conseguente incremento della vendita di terminali di fascia alta e di smartphones, sia dal forte successo del segmento dati. I ricavi della telefonia mobile registrano una decrescita del 9,1% rispetto al primo semestre 2012 principalmente per effetto del taglio della terminazione mobile e della pressione sui prezzi, solo in parte compensata dal forte successo dell’internet mobile che vede ricavi in crescita del 33,4%. I ricavi della telefonia fissa mostrano una riduzione del 6,9% rispetto all’anno precedente per effetto di alcuni ricavi da transazioni con altri operatori contabilizzati nel primo semestre 2012 ed a causa della riduzione dei ricavi voce derivante dalla pressione competitiva e dalla decrescita del traffico a consumo fuori bundle. Tale diminuzione è in parte compensata dal successo del broadband fisso che vede i propri ricavi aumentare del 9,0% trainati dai ricavi internet broadband ULL, in aumento del 12,2%.

L’EBITDA nel primo semestre 2013 si attesta a 936 milioni di euro, in diminuzione del 7,5% rispetto all’anno precedente, per effetto combinato della pressione sui ricavi e del confronto sfavorevole con il 2012, influenzato positivamente dalle partite non ricorrenti, precedentemente citate. Al netto di tali partite il trend dell’EBITDA nel secondo trimestre 2013 è sostanzialmente in linea con quello riscontrato nel primo trimestre dell’anno. Nel corso del primo semestre WIND ha continuato a porre in atto iniziative strutturali volte a contenere i costi che hanno portato ad un miglioramento di 0,4 p.p. del margine EBITDA, salito al 37,5%.

Nel corso dei primi sei mesi del 2013 WIND ha continuato ad investire ingenti risorse nello sviluppo della propria rete al fine di garantire un livello di capacità e di copertura ai vertici del mercato. Gli investimenti nel semestre ammontano a 345 milioni di euro principalmente dedicati all’ulteriore aumento della performance sulla rete dati HSPA+, al completamento della relativa copertura e al backbone in fibra dedicato al trasporto dei dati. Come già anticipato, WIND ha sottoscritto un accordo per lo sviluppo della rete ultraveloce di telefonia mobile LTE che comporterà un investimento di circa un miliardo di euro in cinque anni, volto a rafforzare ulteriormente la rete esistente e a sviluppare una rete 4G all’avanguardia in grado di portare WIND alla leadership nel mercato consumer.
Nonostante il difficile contesto di mercato WIND è riuscita a mantenere forte la sua generazione di cassa, con un EBITDA-CAPEX pari a 591 milioni di euro.


Il primo semestre 2013 è stato caratterizzato dal notevole successo dell’innovativa offerta commerciale di WIND che le ha consentito di raggiungere livelli record di acquisizioni. Al 30 giugno WIND conta oltre 22,3 milioni di clienti mobili, con un aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente, assicurandosi oltre il 90% delle acquisizioni nette nel semestre, in particolare sui bundle “All Inclusive”. Il posizionamento chiaro di WIND, incentrato sull’affidabilità del servizio e sulla trasparenza della propria offerta commerciale, le consente di rafforzare ulteriormente la propria presenza anche nel segmento internet mobile, che registra una crescita dei clienti consumer pari al 60,9%. Nel primo semestre 2013 WIND si conferma nuovamente leader nella customer satisfaction.
L’ARPU mobile nel primo semestre è in flessione rispetto all’anno precedente e si attesta a €12,4 per effetto del declino della componente voce, derivante dal taglio della terminazione mobile e dalla pressione competitiva, parzialmente compensato dalla crescita dell’8,3% dell’ARPU dati che raggiunge €4,1, pari ad un terzo dell’ARPU totale. Il trend dell’ARPU è ulteriormente influenzato dal successo riscontrato dalle offerte solo dati di WIND, dedicate a tablets e PC, che non generano ricavi voce.
Wind SpotNella telefonia fissa l’andamento del numero di clienti totali riflette la nuova strategia di WIND, intrapresa nella seconda metà del 2012 e caratterizzata dalla focalizzazione sul solo segmento diretto del mercato, collegato in unbundling, e sull’utilizzo di canali di acquisizione pull (negozi e web) al fine di aumentare la profittabilità di questo segmento di mercato. I clienti voce fisso al 30 giugno si attestano a 3,04 milioni in flessione del 4,7%, con la componente ULL sostanzialmente stabile a 2,43 milioni di clienti e la componente indiretta in contrazione per effetto della nuova strategia. Nel segmento chiave dell’ULL il mercato italiano è caratterizzato dal trend di disconnessioni del telefono fisso nelle seconde case. La base clienti broadband al 30 giugno è stabile a 2,2 milioni di clienti di cui 1,86 milioni in accesso diretto ULL.
L’ARPU totale della telefonia fissa decresce marginalmente a €31,2 con la crescita della componente dati che compensa quasi del tutto la diminuzione dell’ARPU voce. L‘aumento della componente dati è principalmente frutto dell’ottima performance riscontrata nel mercato broadband che vede l’ARPU in aumento dell’8,2% a €20,2 spinto dalla crescente penetrazione delle offerte “bundle”.

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