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Tagli alle intercettazioni telefoniche, la lotta tra Governo e operatori finisce con costi dimezzati

di Valerio Longhi

Pendolare (tablet) Ricerca Samsung trenoIl dimezzamento della spesa relativa alle prestazioni di giustizia ordinate dalle Procure non può avvenire a discapito degli operatori telefonici  che, per legge, sono obbligati a fornire linee per intercettazioni e tabulati.

E’ la posizione di Assotelecomunicazioni-Asstel che, a inizio agosto, rilevava come il taglio del 50%  della spesa per le prestazioni di giustizia, così come previsto dalla norma contenuta nel Disegno di legge “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, che era in corso di approvazione al Senato, non sia accettabile, non solo perché non legato a un’effettiva riduzione dei costi aziendali – ponendosi quindi in contrasto alla disciplina legislativa che ne impone il ristoro – ma  perché rischia di aggravare una situazione che è già molto difficile per una serie di ragioni.

In primo luogo – precisava Asstel – la perdurante mancata attuazione della normativa vigente in tema di prestazioni obbligatorie di giustizia determina che alcune prestazioni continuino a essere fornite a titolo gratuito, in particolare i cosiddetti tabulati di traffico, nonostante la legge, da diversi anni, abbia stabilito che ciò doveva avvenire soltanto provvisoriamente, in attesa del riassetto complessivo della materia. A ciò si aggiunga l’incremento nel tempo del numero di prestazioni richieste, l’elevato ammontare di crediti insoluti e persino la difficoltà di fatturare queste spese a causa della parcellizzazione delle procedure di fatturazione elettronica per le diverse Procure“.

Assotelecomunicazioni-Asstel auspicava pertanto che il Governo intervenga nel passaggio al Senato, per porre le basi di una seria razionalizzazione della materia, al fine di assicurare la sostenibilità economica delle prestazioni richieste, tenuto conto degli standard di qualità e sicurezza connessi a questa delicata attività affidata agli operatori di telecomunicazioni. Tutto questo prima della votazione in Parlamento.

Come è finita? Il Decreto è diventato legge ed è arrivata la prevista la riforma dei costi delle intercettazioni telefoniche e ambientali chieste dalle Procure italiane per le indagini. La norma era già stata introdotta durante il passaggio al Senato, ma è stato deciso di ”ritoccarla” visto che così come era stata scritta – riferisce una fonte di Palazzo Chigi a Regioni.it – “era di difficile realizzazione”.

Con la modifica approvata si prevede dunque un taglio dei costi e si definiscono i criteri di cui il governo dovrà tenere conto nei futuri decreti legge. Innanzitutto, dovranno essere riviste le ”voci di listino per prestazioni obbligatorie” in modo da perseguire un risparmio di spesa di almeno il 50% rispetto alle tariffe stabilite con decreto del ministero della Giustizia.

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