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Antitrust: cresce adesione a segnalazioni e pareri. Il tasso di successo è pari al 56%

di Andrea Trapani

AGCM, logo antitrustCresce il tasso di successo dell’esito delle segnalazioni e dei pareri Antitrust, comprese le impugnative degli atti amministrativi di fronte alla Corte Costituzionale. E’ quanto emerge da un lavoro di analisi effettuato dalla Direzione Studi del Garante e inerente tutti gli atti di advocacy, ovvero di promozione della concorrenza, effettuati presso istituzioni e enti territoriali.

 In concreto, negli ultimi tre anni, il tasso di successo e di adesione a pareri e segnalazioni è aumentato al 56% ed è invece del 73% l’esito positivo delle impugnative di atti amministrativi di ogni genere promosse dall’Agcm attraverso la Presidenza del Consiglio davanti alla Corte Costituzionale.

L’attenzione dell’Antitrust, che in origine veniva data soltanto ai mercati nazionali, ora si sposta sui mercati locali, dunque sull’ attività delle Regioni, ritenendo che lì tante volte esistono interventi che poi bloccano la concorrenza“, ha dichiarato durante un convegno dedicato a questi temi il Presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella. In alcuni casi, come in quello della distribuzione, Pitruzzella ha parlato di una sorta di ‘Tela di Penelope’, “per cui il Parlamento è intervenuto con misure di liberalizzazione che vengono però paralizzate e bloccate a livello regionale“. Quanto alla risposta degli enti locali, rappresentati durante la giornata di studi dal Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, Pitruzzella ha sottolineato che “almeno nella metà dei casi abbiamo un atteggiamento delle amministrazioni locali che si conforma al nostro parere“.

Il ruolo propulsivo dell’Antitrust è stato riconosciuto dallo stesso Rossi, la cui Regione ha più volte chiesto pareri all’Autorità Garante, ricevendo indicazioni utili per “migliorare il servizio ai cittadini, come nel caso del bando di gara per il servizio di trasporto pubblico locale” e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, per il quale “l’Antitrust svolge un ruolo importante nel promuovere la concorrenza e indicando al governo i settori in cui intervenire. E’ del tutto normale”, ha sottolineato, “che il Garante ci faccia le pulci e lo ringrazio molto di ciò che fa. Molti studi hanno evidenziato l’impatto positivo della concorrenza sulla crescita e l’occupazione”.

Durante il convegno, al quale hanno partecipato anche altri autorevoli esperti in materia, sono stati presentati i risultati di una ricerca ancora inedita presso il grande pubblico e le stesse istituzioni. Eccone i dati in sintesi (disponibili su www.agcm.it):

Esito complessivo attività di advocacy (2013-2014)
Rispetto ai 185 interventi Antitrust di promozione della concorrenza attraverso pareri e segnalazioni, 103 hanno avuto esito positivo (85 esito positivo e 18 parzialmente positivo) e 64 esito negativo; si sono poi registrati 19 casi non valutabili: in percentuale gli esiti positivi sono stati 56% (46% positivi e 10% parzialmente positivi), gli esiti negativi 34%, i casi non valutabili il 10%. Il risultato registrato è assai più soddisfacente di quelli emersi dalle rilevazioni effettuate negli anni passati, in analisi svolte a fini interni, che avevano fatto registrare tassi di successo pari al 32% per il 2007, al 31% per il2008 e al 16% per il 2009. Il maggior numero di interventi ha riguardato i “servizi vari”, con il 22%, seguito da “energia e ambiente” e “trasporti”, rispettivamente con il 14% e il 15%, e da “distribuzione commerciale” con il 9%, che possono, da questo punto di vista, considerarsi trainanti.

Esito segnalazioni adottate ai sensi dell’art. 21 della legge Antitrust (Potere di segnalazione al Parlamento ed al Governo)
Relativamente agli interventi ai sensi dell’art. 21, il risultato evidenzia una percentuale di ottemperanza pari al 38% (27% positivi e 11% parzialmente positivi), a fronte di un 60% di esiti negativi e un 2% di non valutabili.

Esito pareri ai sensi dell’art. 22 della legge Antitrust (Attività consultiva su iniziative legislative o regolamentari)
Per quanto riguarda gli interventi ai sensi dell’art. 22, il dato dimostra risultati più soddisfacenti: si rileva, infatti, un tasso di successo del 66% (49% esiti positivi, 17% parzialmente positivi), a fronte di un 14% di esiti negativi e un 20% di non valutabili.

Esito pareri adottati ai sensi dell’art. 21 bis della Legge Antitrust (legittimazione ad agire in giudizio contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato)
Dall’introduzione dei poteri conferiti dall’art. 21 bis della legge n. 287/90, nel 2011, ad oggi (ottobre 2015), l’Autorità ha adottato 62 pareri. I settori maggiormente interessati sono quelli dei trasporti (17), servizi vari (8), grande distribuzione (7), assicurazione (7), servizi finanziari (5). Per quanto riguarda le amministrazioni destinatarie, la maggior parte sono costituite dagli enti locali (47 pareri) rispetto a quelle centrali (15). In 5 casi (su 15) l’amministrazione centrale ha ottemperato; un tasso di successo maggiore si riscontra da parte delle amministrazioni locali che si sono adeguate in 24 casi (su47), dunque in quasi il 50% dei casi.

Esito pareri ai sensi dell’art. 22 alla PCM
Dall’entrata in vigore del d.l. n. 1/2012 ad oggi (ottobre 2015) l’Autorità ha ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri 244 richieste di parere su leggi regionali, in relazione alle quali in 39 casi ha ritenuto di segnalare una violazione dei principi di concorrenza. Più in particolare, dei 39 casi in cui l’Autorità ha ravvisato nella norma regionale profili restrittivi della concorrenza, in 23 casi (pari al 59% del totale) la PCM ha dato seguito al parere dell’Autorità e ha coerentemente proposto l’impugnativa; di questi, 15 casi sono giunti a definizione davanti alla Corte ed hanno avuto il seguente esito: in 11 casi la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme; in 3 casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; 1 caso è stato rigettato per erroneità del presupposto interpretativo.
Agli 11 casi di esito positivo dovuti alla intervenuta sentenza della Consulta, devono aggiungersi altri 2 casi in cui il successo è stato conseguente alla modifica della norma regionale successivamente al parere espresso dall’Autorità. Ne deriva, in conclusione, che, dall’avvio dell’esercizio della nuova attribuzione fino ad oggi, il tasso di successo dei pareri resi dall’Autorità davanti alla Corte risulta pari al 73%.

Esito pareri adottati ai sensi di normative diverse dalla legge 287/90
Per quanto riguarda i pareri basati su altre normative diverse dalla legge antitrust, l’Autorità ha reso 6 pareri, 2 dei quali con esito positivo, 2 con esito negativo e 2 non valutabili.

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