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Welfare, cosa cambia per la tutela dei lavoratori dei call center

di Valerio Longhi

Nel settore Tlc il processo di tutela dei lavoratori dei call center  fa un altro passo in avanti.
Asstel, che nel sistema Confindustria rappresenta la filiera delle imprese di Telecomunicazioni, e le segreterie generali e nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, hanno, infatti, sottoscritto un accordo che riguarda gli oltre 35.000 lavoratori co.co.co che svolgono attività in modalità outbound dei call center.

Dopo l’accordo dello scorso 30 maggio sui cambi appalto, quello firmato nei giorni scorsi individua le condizioni e le modalità utili per offrire ai lavoratori non subordinati dei call center l’accesso a prestazioni sanitarie integrative del SSN, per quanto riguarda grandi interventi e prestazioni legate alla maternità.

L’intesa prevede, inoltre, il mantenimento dell’attuale corrispettivo minimo garantito per i prossimi sei mesi.

L’accordo firmato il 28 giugno modifica e integra quello siglato nell’agosto 2013 con cui le parti hanno avviato un percorso per stabilire un ambito di tutele contrattuali per questi lavoratori costruendo una piattaforma di regole diritti e welfare. In questa direzione la via più efficace si sta dimostrando quella di puntare alla massima diffusione del CCNL TLC, implementando l’accordo di agosto 2013 per i collaboratori outbound, così com’è avvenuto con la nuova intesa di oggi.

E’ importante, infine, rilevare che l’accordo interviene a fronte delle ripetute sollecitazioni, che tutte le parti sociali hanno evidenziato alle istituzioni, riguardanti i potenziali effetti distorsivi sul mercato dei call center dovuti all’applicazione di altri contratti che prevedono trattamenti economici e normativi di minor tutela dei lavoratori. Su questi ultimi Asstel ha chiesto alle istituzioni una  verifica dei requisiti di legittimità.

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