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I numeri del Gruppo Telecom: a fine settembre LTE per l’86% degli italiani. Banda ultralarga per il 40%

di Andrea Trapani

Logo TIMIl Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia riunitosi sotto la presidenza di Giuseppe Recchi ha esaminato e approvato il Resoconto Intermedio di Gestione  al 30 settembre 2015. Approvato, tra l’altro, il progetto per rafforzare la parità di accesso all’infrastruttura di rete fissa fra tutti gli operatori.

Il nostro piano per la banda ultralarga in Italia prosegue spedito: in questi primi 9 mesi dell’anno abbiamo posato circa 1,2 milioni di km di fibra, ad una velocità di 180 km posati ogni ora”, commenta il Presidente del Gruppo Giuseppe Recchi. “Abbiamo già raggiunto oltre il 40% della popolazione con la fibra e l’86% con la tecnologia LTE, anche grazie al forte impulso che abbiamo dato agli investimenti innovativi dedicati allo sviluppo di reti e servizi di nuova generazione, che oggi rappresentano il 40% del totale a livello domestico.”

I risultati del terzo trimestre confermano il trend di miglioramento dei ricavi, soprattutto dal mobile che evidenzia un incremento dell’1,5% rispetto al terzo trimestre 2014 e una solida ripresa rispetto anche agli altri periodi”, aggiunge Marco Patuano, Amministratore Delegato di Telecom Italia. “Con la riorganizzazione di Open Access, inoltre, vogliamo far evolvere il paradigma strutturale del mercato dell’accessowholesale, ponendo sullo stesso piano la nostra divisione commerciale con quella degli OLO. L’obiettivo è quello di garantire un miglior servizio ai nostri “concorrenti-clienti” e contribuire alla creazione di un contesto regolatorio più stabile in grado di favorire gli investimenti.  Un processo di trasformazione verso il nuovo modello di equivalence che permetterà quindi di unire finalità di carattere industriale e obiettivi più strettamente legati alle esigenze regolamentari.

Il Gruppo ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con un fatturato consolidato che si attesta a 14,9 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai primi nove mesi del 2014 del 6,9% (-3,9% in termini organici).

L’EBITDA ammonta a 5,6 miliardi di euro, in calo del 14,8% rispetto ai primi nove mesi del 2014   (-13,0%  in  termini  organici) e sconta l’impatto negativo di oneri netti non  ricorrenti  per  complessivi  460  milioni  di  euro,  in  assenza  dei  quali  la  variazione  organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a -4,8%.

L’EBIT è pari a 2,8 miliardi di euro, registra un decremento del 17,5% rispetto ai primi nove mesi del 2014 (-16,1% in termini organici) e sconta l’impatto negativo di oneri netti non  ricorrenti  per  complessivi  124  milioni  di  euro,  in  assenza  dei  quali  la  variazione  organica dell’EBIT sarebbe risultata pari a -9,4%. L’utile  del  periodo  attribuibile ai Soci della Controllante si  attesta  a  362  milioni  di  euro  (985 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014) e sconta, oltre a oneri netti non ricorrenti, l’impatto negativo  delle  operazioni  di  riacquisto  delle  obbligazioni  proprie  effettuate  nella  prima  parte dell’anno  nonché  di  alcune  partite  aventi  natura  meramente  valutativa  e  contabile  che  non generano  alcuna  regolazione  finanziaria,  connesse  in  particolare  alla  valutazione  al  fair  value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso da TI Finance a fine 2013, con durata triennale. In assenza di tali impatti l’utile dei primi nove mesi del 2015 sarebbe risultato di oltre 1 miliardo di euro.

Gli investimenti industriali dei primi nove mesi del 2015, pari a 3.233 milioni di euro (2.640 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014), confermano il programma di accelerazione previsto dal piano industriale per il triennio 2015-2017. In Italia, il forte impulso al piano di investimenti dedicati allo sviluppo delle  infrastrutture di nuova generazione ha consentito di raggiungere con la fibra ottica (NGN) il 40% della popolazione, corrispondente a circa 10,2 milioni di unità abitative, e con la rete mobile 4G (LTE) l’86% della popolazione.

L’indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 26.804 milioni di euro al 30 settembre 2015,  in riduzione di 188 milioni di euro nel terzo trimestre 2015.

Il mercato domestico nei primi nove mesi del 2015 conferma e incrementa il progressivo recupero di fatturato rispetto ai trimestri precedenti, grazie all’attenuazione della dinamica di contrazione dei servizi tradizionali e allo sviluppo dei servizi innovativi. In particolare, sul segmento Mobile si registra un ritorno in positivo con i ricavi del terzo trimestre 2015 in crescita dell’1,5% sullo stesso periodo del 2014, sostenuti dalla maggiore penetrazione dell’internet mobile, e la tenuta della market share. I ricavi da servizi mobili registrano nel terzo trimestre 2015 un calo dell’1,5% rispetto a un anno fa, evidenziando un recupero di circa 1 punto percentuale rispetto al secondo trimestre 2015.

Sul Fisso, il trend di recupero dei ricavi è sostenuto dal positivo andamento dell’ARPU broadband, dalla progressiva crescita dei clienti ADSL con offerte premium bundle/flat e dallo sviluppo dei servizi ICT. I ricavi da servizi fissi evidenziano un calo dell’1,8% nel terzo trimestre 2015, in lieve miglioramento rispetto alla flessione evidenziata nel secondo trimestre 2015 (-1,9%).

In Brasile – in un contesto macro economico in continuo peggioramento che ha determinato una contrazione della domanda interna, una crescita dell’inflazione e il deprezzamento del real dai 3,22 reais per euro di fine 2014 ai 4,45 reais per euro del 30 settembre 2015 – Tim Brasil ha registrato sul segmento Mobile una sostanziale tenuta della market share, con un significativo incremento della base clienti postpaid. Nel contempo, si registra un trend in peggioramento del fatturato dovuto sia all’accelerazione del fenomeno di migrazione dei servizi tradizionali voce-SMS su soluzioni innovative-IP, sia all’ulteriore riduzione delle tariffe di terminazione mobile (MTR), in vigore da fine febbraio 2015 ed, infine, ad una significativa contrazione del fatturato dalla vendita di terminali. La dinamica negativa dei ricavi mobili è stata in parte mitigata dalla crescita del fatturato Fisso, in particolare sul segmento business wholesale della controllata Intelig e Broadband di TIM Live. Nonostante il calo del fatturato, le iniziative di efficienze e riduzione dei costi hanno consentito a TIM Brasil un recupero di profittabilità di circa 4 punti percentuali nel terzo trimestre 2015.

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