Things Mobile, arriva la sim per l’Internet delle Cose con la tariffa unlimited in oltre 100 Paesi

di Valerio Longhi

Una sim card in grado di collegare tra loro milioni di robot. Dalle auto smart ai giganteschi macchinari delle fabbriche 4.0, passando per le macchine del caffè e i sistemi di sicurezza intelligenti. Questa l’idea alla base di Things Mobile, l’ultima startup nata dalla mente dell’imprenditore vicentino Manuel Zanella, già founder di Zeromobile, l’operatore di roaming a basso costo, e di Chatsim, la scheda per chat illimitate. La novità però si chiama Things Mobile, il primo operatore mobile globale dedicato ai dispositivi dell’Internet of things (IoT) e Machine to machine (M2M). Una startup, fondata da Zanella nel 2017 assieme al giovane socio Juan De la Coba, che vanta ritmi di crescita record: +30% ogni mese grazie a una rete di oltre 5 mila aziende clienti a cui si aggiungono i privati. Il business si basa sulla vendita di sim card in formato mini, micro, nano e on-chip in tutto il mondo, con una copertura del servizio garantita in 165 Paesi.

«Confrontandoci con le aziende – spiega Zanella, ceo e co-founder di Things Mobile – ci siamo accorti che avevano l’esigenza di connettere tra loro le macchine nelle loro Smart factory. E di farlo in maniera sicura. Da qui la scelta di puntare sulle sim card, più affidabili del wifi perché in grado di sfruttare la connettività multirete. In breve le nostre schede si collegano automaticamente all’operatore con il miglior segnale disponibile». Grazie a una partnership con oltre 350 operatori di roaming, Things Mobile consente quindi lo scambio di dati tra dispositivi e sistemi mobili in tutto il mondo. E lancia un nuovo modello di consumo per il mondo IoT: una tariffa Unlimited in oltre 100 Paesi del mondo fresca di lancio, che prevede la spesa di 10 euro per 30 giorni, con la possibilità di scambiare fra i dispositivi una quantità di dati senza limiti. Si tratta di una novità assoluta, rispetto alle classiche tariffe a consumo a partire da 0,10 euro/MB.

Ad acquistare le sim di Things Mobile – ad oggi le più vendute su Amazon, dichiara l’azienda nel suo lancio – sono migliaia di aziende di piccole e medie dimensioni che operano nei settori più diversi. Si va dalla domotica all’energia, passando per la logistica, la sanità, la sicurezza e l’agricoltura 4.0. Le schede hanno infinite applicazioni: permettono di tracciare camion, taxi e addirittura i caratteristici Tuk Tuk dell’Indonesia. Oltre a numerose applicazioni nel campo della sicurezza, vengono sfruttate anche in diversi Paesi per geolocalizzare i capi di bestiame o monitorare la temperatura nelle serre. In alcune città italiane e a Berlino, le sim sono incorporate in diverse colonnine di ricarica per auto elettriche. Una volta attivate, le schede raccolgono infatti dati utilissimi per le imprese. «Con le nostre sim – spiega Juan De la Coba, co-founder e coo di Things Mobile – liberiamo le aziende dalla necessità di fare affidamento sui cavi e sulla vecchia Ethernet. Il che comporta una riduzione dei costi e anche un minor consumo di energia. In più ogni azienda può gestire le proprie sim da remoto attraverso una piattaforma web personalizzata».

La startup, che nel 2017 ha chiuso un round di finanziamento da 250 mila euro, può contare su un capitale di 4 milioni grazie al sostegno di investitori importanti come la società Angelsim Sarl e la stessa Zeromobile. «Puntiamo a connettere nei prossimi anni milioni di dispositivi IoT in tutto il pianeta. La tecnologia 5G accelererà questa rivoluzione – conclude Zanella -. Cambierà la nostra concezione della casa, delle imprese e anche delle città che diventeranno sempre più Smart. A partire da una semplice scheda sim».

CS

 

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