H3G: posticipata la riduzione dei costi di terminazione al 1° novembre 2008

di Massimo Venturini

Torniamo a parlare dei costi di terminazione, questa volta con riferimento al nostro Paese. Con  la delibera 446/08/CONS pubblicata in questi giorni il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, nella sua riunione del 29 luglio scorso ha deciso di posticipare l’entrata in vigore della riduzione dei costi di terminazione per l’operatore mobile 3 Italia.

Nello scorso mese di maggio, avevamo dato la notizia che l’ AgCom aveva approvato  uno schema di provvedimento per la regolamentazione delle tariffe di terminazione mobile (Comunicato Stampa Ag.Com.) che prevedeva per H3g la riduzione del costo di terminazione dagli attuali  16,26 centesimi di euro al minuto a 13,00 centesimi di euro al minuto a partire dal 1°settembre 2008.

Tale schema di riduzione, pubblicato nella delibera 304/08/CONS , prima della sua entrata in vigore sarebbe stato  oggetto  di una preventiva  consultazione pubblica  tra i vari operatori mobili e l’  Autorità . A seguito di questa consultazione, gli operatori auditi, ad eccezione di H3G, hanno concordato con la metodologia utilizzata dall’Autorità per la determinazione del prezzo massimo del servizio di terminazione delle chiamate vocali sulla rete di H3G. In particolare, Vodafone ha sottolineato come “il metodo del delayed approach e del benchmark internazionale siano riconosciuti dalla Commissione europea come strumenti validi ed efficaci, posto che in questa sede non possono essere considerati i modelli di contabilità regolatoria presentati da H3G sulla base della delibera n. 628/07/CONS, essendo gli stessi non ancora certificati da un ente esterno che ne abbia verificato la conformità ai principi contabili regolamentari.”

Viceversa, H3G ha invece sottolineato come il valore di riduzione del 20% proposto non rifletta i risultati dell’analisi effettuata nelle delibere 628/07/CONS e 305/08/CONS, visto che nella prima di queste, dopo aver analizzato i benchmark internazionali al 30 giugno 2007, era stato osservato che il valore di H3G non era eccessivo a paragone con la media di altri paesi europei. La seconda analisi, invece, non spiegherebbe come le asimmetrie nella dotazione di frequenze, irrecuperabili nel medio termine anche a fronte di immediate e al momento non previste assegnazioni da parte dell’Autorità ad H3G, a causa dei tempi e costi di installazione delle stazioni radio, siano stati presi in considerazione nel calcolo della riduzione proposta.

H3G ha altresì sottolineato il peggioramento della propria condizione finanziaria, che ha visto una contrazione dei ricavi, nel 2007, di circa l’1% rispetto al 2006, con una diminuzione del margine operativo lordo (EBITDA), positivo nel 2006, nonché un peggioramento della perdita operativa (EBIT). In sintesi, H3G non avrebbe ancora raggiunto una piena maturità industriale, presupposto per il conseguimento di quella finanziaria, come dimostrano il crescente deficit sull’accesso e la difficoltà a raggiungere la massa critica necessaria a radicarsi sul mercato italiano. Anche con riferimento alla Mobile Number Portability (MNP), H3G ha rilevato un andamento negativo nel 2007 e nei primi mesi del 2008, che ha visto H3G quale donating netto di numeri e clienti. H3G ha, inoltre, evidenziato lo squilibrio nell’assegnazione delle frequenze ed il maggior costo della tecnologia UMTS (complessivamente circa due volte quella GSM 900 MHz in Italia). In tale contesto, ha proseguito l’operatore, la riduzione della tariffa di terminazione oggetto del presente procedimento potrebbe pregiudicare le politiche commerciali finora poste in essere e proposte ai clienti, che hanno peraltro consentito all’azienda di esercitare una notevole pressione concorrenziale sugli altri operatori mobili presenti nel mercato.

Infine, con riferimento alla tempistica relativa all’attuazione del provvedimento, H3G rappresenta una criticità nei tempi di applicazione previsti dalla decisione finale dell’Autorità, in quanto i suoi sistemi di billing e fatturazione sono gestiti in outsourcing da un’impresa esterna e, pertanto, una loro modifica richiede un certo preavviso, come peraltro accade per i sistemi di fatturazione delle chiamate da rete fissa.

Nele sue valutazioni, l’ AgCom così si espime:

[…]

l’Autorità ha ritenuto pienamente condivisibili (cfr. delibera n. 628/07/CONS) le osservazioni formulate dalla Commissione europea (nella lettera che SG-Greffe (2007) D/204910 del 2 agosto 2007) e, in particolare, che, date le circostanze, “il delayed approach e il benchmarking internazionale possano essere utilizzati per determinare la tariffa massima di terminazione mobile di H3G”.

Pertanto, l’Autorità, in continuità con il provvedimento adottato con delibera n. 628/07CONS, in attesa di definire una metodologia sui modelli di costo che si applichi anche ad H3G e di una contabilità regolatoria certificata, ha fatto ricorso alle metodologie in esame.

Al fine di garantire che non vi siano disagi per la clientela, l’Autorità ritiene di accogliere le osservazioni circa le difficoltà prospettate da H3G, connesse ad una immediata applicazione della delibera, in ragione delle caratteristiche dei processi di fatturazione e billing adottati dalla stessa società. Pertanto, l’Autorità ritiene opportuno rivedere – rispetto a quanto indicato nell’allegato B della delibera n. 304/08/CONS – la tempistica relativa all’attuazione del provvedimento in esame, in relazione alla previsione dell’intervallo di tempo intercorrente tra la pubblicazione del provvedimento finale e l’efficacia della nuova misura.

Pertanto fino al 31 ottobre prossimo il costo di terminazione rimarrà invariato a 16,26 centesimi di euro al minuto.

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