Iliad presenta il bilancio 2017 e conferma di essere pronta per il mercato italiano

di Valerio Longhi

Iliad ha presentato oggi il proprio bilancio 2017 con numeri relativi alle sue attività e, soprattutto per noi italiani, il suo piano di sviluppo come quarto operatore mobile in Italia.

Gli abbonati ai servizi Free in Francia superano i 20 milioni tanto che Free Mobile è il principale recruiter di clienti per il sesto anno consecutivo, con quasi un milione di più di utenze nel solo 2017.

Idem nella rete fissa dove Free cementa la propria posizione come principale operatore alternativo del paese, con 6,5 milioni di abbonati (compresi i 556.000 abbonati alla fibra). Quasi 250.000 nuovi abbonati alla fibra solo nel 2017.

La rete mobile segna un anno record con circa 3.700 nuovi siti per la copertura diretta. La rete 4G ora copre l’86% della popolazione francese (copertura 3G pari invece al 94%): non solo, il 60% degli abbonati utilizza i servizi 4G, con un utilizzo medio mensile dei dati tra i più alti in Europa (pari a 8,4 GB per cliente).

I ricavi aumentano di quasi il 6% su base annua arrivando a poco meno di 5 miliardi di euro mentre continua la crescita a due cifre (16%) dell’utile dell’attività (quota 862 milioni di euro).

Riassumendo: appena sei anni dopo essere entrato nel mercato della telefonia mobile, il Gruppo Iliad è diventato uno dei principali operatori di comunicazioni elettroniche in Francia,. Al 31 dicembre 2017, deteneva quote di mercato del 24% per la banda larga e in fibra e il 19% per la telefonia mobile.

Continua il lavoro per essere il quarto operatore di telefonia mobile in Italia: il Gruppo, infatti, dichiara di aver “compiuto buoni progressi nella preparazione per il lancio del proprio offerte“.
Nel corso del 2017 Iliad ha creato l’architettura tecnica necessaria per il lancio dei suoi servizi mobili in Italia. Allo stesso tempo, ha messo in atto la struttura organizzativa per la sua controllata italiana
(i) assumendo circa 80 persone
(ii) assumendo un intero team di gestione con sede in Italia per portare a termine con successo il suo progetto.

Un’attività, quella italiana, che non ha frenato l’utile del periodo visto che è aumentato ancora una volta, attestandosi a 480 milioni di euro, nonostante l’effetto negativo delle perdite di start-up in Italia. Tra il 2014 e il 2017, l’utile del periodo da operazioni ricorrenti è aumentato di quasi il 75%.

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