TIM, i clienti LTE ora sono il 51%. Numeri positivi nei dati del terzo trimestre

di Valerio Longhi

Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia si è riunito oggi sotto la presidenza di Giuseppe Recchi per approvare il Resoconto intermedio di gestione del 30 settembre 2016.

Nel corso del terzo trimestre sono proseguite le iniziative nell’ambito del turnaround di TIM volte a garantire la crescita strutturale della società sia del punto di vista del fatturato che dell’EBITDA. In particolare, sono proseguite le attività di recupero di efficienza, elemento chiave per garantire la flessibilità necessaria per la crescita, e sono state lanciate nuove offerte commerciali “quadruple play” che, confermando la validità delle scelte strategiche effettuate, hanno riscosso un buon successo commerciale.

La Business Unit Domestic di TIM ha quindi registrato nel terzo trimestre del 2016 il miglior risultato dal 2007, con ricavi ed EBITDA che tornano entrambi a segnare un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (rispettivamente +1% e + 7,9%).  In particolare, l’andamento dei ricavi dei singoli trimestri confrontati con lo stesso periodo dell’esercizio precedente evidenzia un miglioramento continuo: -2,3% nel primo trimestre, -1,2% nel secondo e +1,0% nel terzo trimestre 2016.

A livello consolidato il trimestre registra un incremento dei ricavi (+1,4%) che si attestano a 4,8 miliardi di euro, confermando l’andamento già evidenziato per Domestic con un primo trimestre 2016 in riduzione del 12,1% rispetto allo stesso periodo del 2015, un secondo trimestre in riduzione del 7,7% e un terzo trimestre in aumento dell’1,4%.

L’EBITDA cresce dell’ 8,5% mentre l’utile di spettanza della Controllante registra un +42,8% a quota 477 milioni di euro.

Gli investimenti nella fibra per il Fisso hanno permesso una incisiva accelerazione nella copertura della popolazione: sono oltre 785 mila le abitazioni raggiunte solo dall’ FTTH con un incremento nel terzo trimestre 2016 di oltre 250 mila unità in 30 città della Penisola (+16 centri urbani rispetto a giugno 2016). In crescita nel trimestre anche le vendite di linee in fibra con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo del 2015. In calo invece le line loss (linee fisse perse da TIM) che dopo aver registrato una costante riduzione nel corso dell’ anno, si sono attestate a 100 mila nel terzo trimestre quasi dimezzandosi rispetto alle 173 mila perse nello stesso periodo del 2015.

Significativi anche i risultati nel Mobile che ha visto i clienti utilizzatori di tecnologia LTE superare il 50% (51%) della customer base di TIM.

Nel periodo gennaio-settembre 2016 l’Utile di spettanza della Controllante ha raggiunto i 1,5 miliardi di euro (rispetto ai 367 milioni di euro dello stesso periodo 2015).

Gli investimenti industriali nei primi nove mesi dell’ anno sono stati pari a 3,1 miliardi di euro a livello consolidato mentre in Italia sono stati pari a 2,4 miliardi in gran parte concentrati sullo sviluppo delle nuove tecnologie ultrabroadband.

A fine settembre 2016 l’indebitamento finanziario netto rettificato si è attestato a 26,7 miliardi di euro in calo di 779 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2016.

 “Il turnaround di TIM sta procedendo a passo spedito e stiamo conseguendo eccellenti risultati in anticipo rispetto alle attese, a conferma della bontà delle iniziative intraprese. Stiamo investendo come nessun altro nel nostro Paese, consapevoli del ruolo che TIM riveste per lo sviluppo economico dell’Italia”, ha sottolineato il Presidente Esecutivo Giuseppe Recchi.

“Si continuano a vedere i frutti del lavoro e si capisce come l’efficienza produca effetti benefici anche sui ricavi. Sarà un lavoro che andrà a toccare ogni area, su cui tutto il management è impegnato per dare risultati sempre migliori per tutti gli azionisti. La copertura della rete mobile 4G ha raggiunto oltre il 95% della popolazione mentre la rete fissa in fibra ha coperto il 56% della popolazione a ottobre, raggiungendo in entrambi casi, con  largo anticipo,  il target previsto per la fine del 2016”, ha aggiunto l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo.

Andamento del terzo trimestre 2016

(milioni di euro) 3° Trimestre 3° Trimestre Variazioni
2016 2015
assolute % % organica
Ricavi 4.843 4.777 66 1,4 (1,2)
EBITDA 2.152 1.983 169 8,5 6,7
EBITDA Margin 44,4% 41,5% 2,9 pp
EBITDA Margin organico 44,4% 41,1% 3,3 pp
EBIT 1.081 1.018 63 6,2 3,1
EBIT Margin 22,3% 21,3% 1,0 pp
EBIT Margin organico 22,3% 21,4% 0,9 pp
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento 715 541 174 32,2
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento 505 345 160 46,4
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 150 (150)
Utile (perdita) del periodo 505 495 10 2,0
Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante 477 334 143 42,8

RISULTATI DEL GRUPPO TELECOM ITALIA

I ricavi dei primi nove mesi del 2016 ammontano a 13.939 milioni di euro, in calo del 6,3% rispetto ai primi nove mesi del 2015 (14.878 milioni di euro). La riduzione di 939 milioni di euro è attribuibile principalmente alla Business Unit Brasile per 777 milioni di euro e alla Business Unit Domestic per 91 milioni di euro.

In termini di variazione organica, calcolata escludendo l’effetto della variazione dei tassi di cambio e del perimetro di consolidamento, i ricavi consolidati sono in riduzione del 3,7% (-529 milioni di euro).

Il dettaglio dei ricavi ripartiti per settore operativo è il seguente:

(milioni di euro) 1.1 – 30.9 2016 1.1 – 30.9 2015 Variazioni
peso % peso % assolute % % organica
Domestic (*) 11.036 79,2 11.127 74,8 (91) (0,8) (0,8)
Core Domestic (**) 10.239 73,5 10.390 69,8 (151) (1,5) (1,5)
International Wholesale 1.003 7,2 971 6,5 32 3,3 3,3
Brasile 2.922 21,0 3.699 24,9 (777) (21,0) (11,2)
Altre Attività 10 0,1 90 0,6 (80)
Rettifiche ed elisioni (29) (0,3) (38) (0,3) 9
Totale consolidato 13.939 100,0 14.878 100,0 (939) (6,3) (3,7)

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire dal 1° gennaio 2016; in assenza di tale variazione i ricavi Domestic dei primi nove mesi del 2016 sarebbero risultati pari a 10.982 milioni di euro.

(**) Dal 1° gennaio 2016 comprende anche la società Olivetti. I dati del periodo posti a confronto sono stati coerentemente modificati.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2016 è pari a 5.878 milioni di euro (5.622 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e si incrementa di 256 milioni di euro (+4,6%) rispetto ai primi nove mesi del 2015 con un’incidenza sui ricavi del 42,2% (37,8% nei primi nove mesi del 2015, + 4,4 punti percentuali).

In termini organici l’incremento rispetto ai primi nove mesi del 2015 è del 6,9%.

(milioni di euro) 1.1 – 30.9 1.1 – 30.9 Variazioni
2016 2015 assolute %
 
EBITDA REPORTED 5.878 5.622 256 4,6
% sui Ricavi 42,2 37,8   4,4 pp
Effetto conversione bilanci in valuta (123) 123
Effetto variazione perimetro di consolidamento
EBITDA ORGANICO 5.878 5.499 379 6,9
% sui Ricavi 42,2 38,0   4,2 pp
di cui Proventi/(Oneri) non ricorrenti (153) (460) 307
EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente 6.031 5.959 72 1,2
% sui Ricavi 43,3 41,2   2,1 pp

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2016 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 153 milioni di euro (460 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015); in assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a +1,2%, con un’incidenza sui ricavi del 43,3% in aumento di 2,1 punti percentuali rispetto a quella dei primi nove mesi del 2015.

L’EBITDA del terzo trimestre 2016 ammonta a 2.152 milioni di euro, in aumento di 169 milioni di euro (+8,5%) rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente (1.983 milioni di euro). L’incidenza sui ricavi è pari al 44,4% in aumento di 2,9 punti percentuali rispetto al terzo trimestre 2015.

In termini organici e in assenza di oneri non ricorrenti (62 milioni di euro nel terzo trimestre 2016 e 61 milioni di euro nell’analogo periodo del 2015), l’incremento rispetto al terzo trimestre 2015 sarebbe stato pari a +6,6% con un’incidenza sui ricavi del 45,7% in miglioramento rispetto ai precedenti trimestri del 2016 (+2,1 punti percentuali rispetto al secondo trimestre e +5,5 punti percentuali rispetto al primo).

Il positivo andamento dell’EBITDA, sia in valori assoluti sia in termini di redditività percentuale sui ricavi, beneficia delle azioni relative ai “cost recovery plan”, avviati nel secondo trimestre 2016 dalla Business Unit Domestic e nel terzo trimestre dalla Business Unit Brasile e che proseguiranno nell’intero arco di Piano. Inoltre nel secondo trimestre del 2016 l’EBITDA è stato positivamente influenzato da alcuni eventi non strutturali, relativi in particolare al costo del lavoro, connessi allo storno dell’accantonamento effettuato nel bilancio 2015 per 66 milioni di euro, a seguito del mancato raggiungimento delle condizioni di erogazione del Premio di risultato ai dipendenti.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro) 1.1 – 30.9 2016 1.1 – 30.9 2015 Variazioni
peso % peso % assolute % % organica
Domestic (*) 4.995 85,0 4.525 80,5 470 10,4 10,4
% sui Ricavi 45,3 40,7 4,6 pp 4,6 pp
Brasile 900 15,3 1.108 19,7 (208) (18,8) (8,6)
% sui Ricavi 30,8 30,0 0,8 pp 0,9 pp
Altre Attività (15) (0,3) (8) (0,1) (7)
Rettifiche ed elisioni (2) (3) (0,1) 1
Totale consolidato 5.878 100,0 5.622 100,0 256 4,6 6,9
% sui Ricavi 42,2 37,8 4,4 pp 4,2 pp

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire dal 1° gennaio 2016; in assenza di tale variazione l’EBITDA Domestic dei primi nove mesi del 2016 sarebbe risultato pari a 4.967 milioni di euro.

L’EBIT dei primi nove mesi del 2016 è pari a 2.768 milioni di euro (2.806 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e si riduce di 38 milioni di euro (-1,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2015 con un’incidenza sui ricavi del 19,9% (18,9% nei primi nove mesi del 2015, +1,0 punti percentuali).

L’EBIT organico evidenzia una variazione positiva di 44 milioni di euro (+1,6%) con un’incidenza sui ricavi pari al 19,9% (18,8% nei primi nove mesi del 2015).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2016 sconta l’impatto negativo di oneri netti non ricorrenti per complessivi 144 milioni di euro (161 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015, a parità di tassi di cambio). In assenza di tali oneri netti non ricorrenti la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata positiva per 27 milioni di euro (+0,9%), con un’incidenza sui ricavi del 20,9% (19,9% nei primi nove mesi del 2015, +1,0 punti percentuali).

L’Utile da Attività cessate/Attività non correnti destinate a essere cedute dei primi nove mesi del 2016 è pari a 47 milioni di euro (480 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e si riferisce alla contribuzione positiva al risultato consolidato da parte del gruppo Sofora – Telecom Argentina per il periodo 1° gennaio – 8 marzo (59 milioni di euro), a cui si sommano gli effetti della cessione che ha comportato un impatto negativo, comprensivo delle relative imposte sul reddito, pari a 12 milioni di euro.

L’Utile dei primi nove mesi del 2016 attribuibile ai Soci della Controllante si attesta a 1.495 milioni di euro (367 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e beneficia, oltre che dell’andamento dei margini, di alcune partite aventi natura meramente valutativa e contabile, che non generano regolazione finanziaria, connesse principalmente alla valutazione a fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso a fine 2013, con durata triennale (positiva per 611 milioni di euro). In assenza di tali impatti l’utile dei primi nove mesi del 2016 attribuibile ai Soci della Controllante sarebbe risultato pari a quasi 1.200 milioni di euro, in miglioramento di circa 150 milioni di euro rispetto a quello dell’analogo periodo del 2015 ricostruito in termini omogenei.

Il personale del Gruppo al 30 settembre 2016 è pari a 62.205 unità, di cui 52.007 in Italia (65.867 unità al 31 dicembre 2015, di cui 52.555 in Italia).

Comunicato Stampa

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