Bandwidth management, ecco come e perché H3G “rallenta” internet

di Andrea Trapani

Arriva da una risposta sulle pagine online del quotidiano la Stampa la risposta di 3 Italia sul bandwidth management che già vi avevamo annunciato nelle settimane scorse.

L’ufficializzazione di possibili rallentamenti ai clienti che fanno più traffico aveva creato commenti vari tra gli utilizzatori del servizio internet del gestore.

La risposta parte dal caso specifico di un cliente che si è lamentato –  attraverso uno dei blog legati alla testata online – di una velocità ridotta di navigazione: niente di nuovo, i lettori di Mondo3 da mesi stanno segnalando la stessa identica situazione. Ma nel caso specifico è arrivata una risposta in cui si rileva, parole testuali del commento a firma di 3 Italia, che “è emerso che la velocità di connessione del cliente è stata effettivamente sottoposta a limitazione, peraltro per un periodo inferiore alle 24 ore e a fronte, comunque, di una velocità minima di 128 kbp/s”.


Il bandwidth management, ovvero la gestione dell’ampiezza di banda offerta ai clienti e conseguentemente della velocità di connessione, – spiega H3G ai lettori –  è un’innovazione tecnologica che gli operatori di telefonia mobile stanno introducendo progressivamente in Europa, come risposta all’esigenza di garantire il servizio ad una quantità crescente di clienti e per applicazioni ad elevato consumo di dati.

Per dare un termine di riferimento, il traffico dati trasportato sulla rete di 3 Italia, nei primi mesi dell’anno 2010, è cresciuto del 216% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, arrivando a circa 80 terabyte al giorno: erano solo 2,5 terabyte nel giugno del 2007. Per salvaguardare il corretto funzionamento della rete a beneficio di tutti sono percorribili diverse soluzioni: “C’è – scrive sempre 3 – chi ha scelto di escludere il peer-to-peer perchè presuppone lo scambio di grandi quantità di dati (tipicamente questa attività è legata al download di film e musica da siti dedicati, molto spesso in violazione delle norme sulla proprietà intellettuale), altri hanno deciso di limitare la velocità di banda in alcune fasce orarie, altri ancora di bloccare il VoiP. Noi stiamo a tutt’oggi testando un criterio più “morbido” e rispettoso del principio di Net Neutrality, intervenendo quando un utente ha scaricato più di un gigabyte nell’arco di 48 ore e limitando la velocità di connessione a 128 kbp/s per il tempo residuo al completamento delle 48 ore.

Questo – continua l’operatore nella sua risposta – ci permette anche di rispettare i termini contrattuali perché non vengono sottratti ai clienti i gigabyte o le ore di navigazione così come quantificati dalle varie offerte, tra le piu’ generose del mercato in termini di volumi inclusi. Nelle prossime settimane testeremo anche meccanismi di limitazione diversi per arrivare a intervenire in modo puntuale sugli utilizzi che compromettono sistematicamente il funzionamento della rete, senza intervenire invece su chi supera queste soglie in modo episodico“.

Si tratta di percorso obbligato, al punto che la nostra Carta dei Servizi contemplava gia’ nel 2002 questa facolta’ di intervento dell’operatore perche’ le risorse di rete non sono illimitate, soprattutto nelle comunicazioni mobili, e i meccanismi di potenziamento della sua capacità non possono essere testati in laboratorio, ma “in vivo” su un’infrastruttura che continua a dare il servizio a milioni di clienti“. Nel lungo testo c’è anche un richiamo a una particolare nicchia di clientela visto che secondo 3 “non viene in nessun modo dato rilievo al comportamento di quel 10% di clienti che si appropria dell’80% delle risorse di connettività , magari per scaricare illegalmente film o musica mettendo a repentaglio il funzionamento della rete stessa“.

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| via Web Notes – lastampa.it

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