3 Italia rinvia la quotazione in Borsa

di Carlo Ghio

A sorpresa, quando ormai davamo tutti per scontata la quotazione in borsa, che H3G aveva fortemente voluto in tempi rapidi, è la stessa H3G ad annunciare un rinvio! Riportiamo l’articolo del TG-COM.

3 Italia rinvia la quotazione
L’Ipo doveva partire lunedì 13 febbraio

Per ora niente videofonini in Borsa. Quando ormai sembrava tutto pronto per l’inizio dell’offerta pubblica di acquisto, che sarebbe dovuta partire lunedì 13 febbraio, 3 Italia, la società guidata da Novari, a sorpresa, ha deciso di fare marcia indietro, bloccando l’iter della quotazione e rinviandola. Per il Cda del gruppo la valutazione data dal mercato alla società è nettamente inferiore alle attese.

In una nota, “Il Consiglio di Amministrazione di 3 Italia SpA, Mobile Media Company del Gruppo Hutchison Whampoa Limited (HWL), ha reso noto di aver deciso di non procedere con l’Offerta in Sottoscrizione delle azioni della società“.
Le attuali condizioni di mercato per le società di telecomunicazioni europee – prosegue il comunicato – sono particolarmente difficili e, quindi la Società non ritiene che gli investitori siano pronti ad attribuire, al momento, la valutazione adeguata all’IPO di 3 Italia. La decisione assunta non fa venir meno il riconoscimento per l’intenso impegno profuso per completare tutte le procedure per l’ammissione alla Borsa, ottenuta anche grazie alla fattiva collaborazione di Borsa e Consob, verso le quali la Società è estremamente grata“.
HWL, azionista di riferimento, dopo aver già investito in Italia circa 6,2 miliardi di euro – sottolinea il comunicato – continuerà a sostenere lo sviluppo della Società e il modello di business realizzato dal management di 3 Italia che ha portato, in poco più di 2 anni di piena operatività, ad offrire servizi avanzati UMTS ad oltre 5,5 milioni di clienti a fine 2005“.

Insomma a due giorni dall’Ipo il management del gruppo ci ha ripensato. Per il board l’andamento negativo del settore tlc in Borsa avrebbero influito negativamente sull’offerta pubblica e il prezzo che i collocatori sarebbero riusciti ad ottenere sarebbe stato inferiore alle aspettative della capogruppo Hutchinson Wampoa.

In effetti, a parte il recupero delle ultime sedute, è da metà gennaio che il comparto delle telecomunicazioni sta soffrendo, prova ne sono i profit warning lanciati da alcuni gruppi come la francese Telecom e la britannica Cable & Wireless.

E proprio nei giorni scorsi gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto al ribasso le valutazioni di tutte le aziende di telecomunicazione, in modo da riflettere le prospettive dei margini sempre più risicati, provocati sia dalla concorrenza sempre pi? spietata che dagli investimenti in crescita.

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