Costi di terminazione: il Sottosegretario si adegua agli standard Agcom

di Andrea Trapani

Tra ricorsi al Tar di H3G, perplessità dell’AgCom ieri è arrivata una nuova autorevole voce sul “caso dei costi di terminazione”. Rispondendo a un’interrogazione parlamentare dell’on. Pini sulla “Disuguaglianza nei valori e nella regolamentazione della terminazione mobile e fissa” l’Onorevole Romani, Sottosegretario alle Comunicazioni, ha rassicurato tutti dicendo che “in termini quantitativi, le tariffe proposte dall’Autorità si collocheranno – nel 2011 – al livello di paesi quali il Regno Unito, ossia saranno in linea con la media dei paesi europei”. In pratica sembra un’ulteriore presa di autorità per la strada che l’Autorità Garante nelle Comunicazioni ha deciso di intraprendere con il “due di picche” dato ai prezzi che l’UE ha indicato.

A seguire il testo integrale della risposta all’interrogazione parlamentare.

Interrogazione n. 5-00401 on. Pini: Disuguaglianza nei valori e nella regolamentazione della terminazione mobile e fissa.

LA RISPOSTA dell’ON. ROMANI – Sottosegretario alle Comunicazioni

L’interrogante chiede notizie in merito alla simmetria tariffaria tra operatori di rete fissa e mobile, nonche’ se non sia opportuno applicare alla rete fissa il modello economico sinora adottato per la rete mobile.

Innanzitutto, va premesso che la tariffa di terminazione – sia fissa che mobile – e’ il risultato dell’applicazione di una metodologia consolidata a livello comunitario. In estrema sintesi, si utilizza un modello economico che acquisisce come dati di partenza le informazioni della contabilita’ regolatoria delle imprese (certificate da un revisore indipendente), assume quindi determinate ipotesi di sviluppo della domanda, dei costi e della tecnologia ed, infine, al costo prospettico cosi’ ottenuto aggiunge un tasso di remunerazione del capitale. In altri termini, si tratta di una metodologia oggettiva, con pochi margini di discrezionalita’ per il Regolatore.

Tanto premesso, l’esperienza italiana e’ di una continua discesa delle tariffe di terminazione mobile e di quelle dell’operatore di rete fissa ex monopolista, mentre – solo di recente – sono state sottoposte a controllo di prezzo le tariffe degli operatori di rete fissa alternativi.

Per la tariffa di terminazione fissa dell’ex monopolista si segnala – per inciso – che essa e’ in costante discesa da 10 anni a questa parte e si e’ tradotta in significative riduzioni di prezzo per gli utenti finali, come pure in minori uscite per gli operatori alternativi, con complessivo beneficio per il mercato.

Rispetto alla questione del livello delle tariffe di terminazione di rete fissa degli operatori alternativi, e’ noto che l’Autorita’ italiana ha adottato un approccio regolamentare del tutto innovativo, che riconosce il c.d. “costo della concorrenza” e – piu’ in generale – lo sforzo ad investire per affermare una concorrenza di tipo infrastrutturale. Si tratta di una regolamentazione di tipo asimmetrico che tende a bilanciare le asimmetrie strutturali di cui gode l’ex monopolista (possesso di una rete capillare, gia’ ammortizzata, piena integrazione verticale, elevatissimo riconoscimento del marchio, etc).

In tal senso, le tariffe di terminazione per gli operatori alternativi riconoscono questi fattori e – per tali motivi – risultano significativamente piu’ elevate rispetto a quelle degli altri paesi europei. Su questo approccio, la Commissione europea – dopo intenso confronto – ha sostanzialmente accettato la posizione del regolatore italiano, tenuto conto soprattutto che in Italia non vi sono reti cavo alternative a quelle di Telecom Italia.

In conclusione, in Italia esiste gia’ un modello di regolamentazione delle tariffe di rete fissa di tipo asimmetrico – che tiene conto degli investimenti degli operatori alternativi.

Diversamente, nel caso della rete mobile, tutti gli operatori partono con una propria infrastruttura e non debbono affidarsi a quella degli altri (se non per un periodo in cui utilizzano il c.d. roaming). Si tratta cioe’ di una concorrenza che nasce gia’ di tipo infrastrutturale.

Cio’ detto, i nuovi entranti, prima Wind e poi H3G, hanno usufruito del c.d. “grace period”, nel quale le loro tariffe di terminazione non sono state sottoposte a controllo di prezzo. Attualmente, tutti e quattro gli operatori hanno tariffe regolamentate e – precisamente – c’e’ una proposta di discesa per il prossimo triennio che e’ ora all’attenzione della Commissione europea.

In termini quantitativi, le tariffe proposte dall’Autorita’ si collocheranno – nel 2011 – al livello di paesi quali il Regno Unito, ossia saranno in linea con la media dei paesi europei.

[via Aduc]
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