Registro delle Opposizioni, da oggi è possibile iscriversi per evitare le chiamate indesiderate

di Andrea Trapani

A partire da oggi 31 gennaio 2011 gli intestatari di una linea telefonica potranno  iscriversi al Registro delle Opposizioni, mediante cinque modalità: modulo elettronico sul sito web, posta elettronica, telefonata, lettera raccomandata e fax.

Sullo stesso sito sarà possibile aggiornare i dati e revocare l’iscrizione.

Si ricorda che l’iscrizione al Registro delle Opposizioni è:

  • dedicata esclusivamente agli abbonati la cui numerazione è presente all’interno di elenchi telefonici pubblici
  • gratuita
  • a tempo indeterminato e revocabile senza alcuna limitazione
  • sicura e protetta contro l’accesso abusivo, l’accesso ai dati forniti dall’abbonato sarà effettuato solo per finalità ispettive da parte del Garante per la Protezione dei Dati Personali o dell’Autorità Giudiziaria

Non è la soluzione migliore forse adottabile (molti hanno espresso la propria preferrenza per la  precedente norma che prevedeva una conferma esplicita della volontà di voler essere contattati per fini commerciali, nda) ma ad oggi è l’unica via per dire basta, una volta per tutte (?), alle telefonate pubblicitarie indesiderate. Da ricordare, infatti, che chi non si iscrive di fatto autorizza le società a continuare ad effettuare telefonate commerciali in base al principio del silenzio-assenso.

Tra le varie novità c’è che il numero del contact center dal quale vengono effettuate le chiamate deve apparire in chiaro in modo che sia possibile presentare eventuali segnalazioni al Garante della privacy nel caso di violazione degli obblighi del Registro.

Da poche ore quindi, server permettendo, chi è sull’elenco telefonico e non vuole più ricevere chiamate, può iscriversi al Registro delle opposizioni per bloccare pubblicità, offerte commerciali e sondaggi. E’ altresì automaticamente iscritto chi non appare sugli elenchi pubblici.

Una nota particolarmente interessante è che il registro delle opposizioni è gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, un’Istituzione di Alta Cultura e Ricerca sottoposta alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.

La Fondazione sviluppa la sua attività lungo due filoni: attività di ricerca non finalizzate ed attività finalizzate per specifiche commesse. Le sue risorse sono costituite da finanziamenti del Ministero dello Sviluppo Economico, regolati da specifiche convenzioni, da commesse di ricerca provenienti da soggetti pubblici o privati, e dai contributi delle aziende statutariamente riconosciute come Soci Fondatori.

Print Friendly, PDF & Email

Ti potrebbe interessare anche...

Commenta la notizia nel Forum di Mondo3