AgCom, nuove regole per le frequenze a 800Mhz del futuro

di Andrea Trapani

Nello scorso mese si parlava del processo in atto verso le nuove frequenze di comunicazione mobile.

In tal Agcom aveva pubblicato la delibera n. 282/11/CONS recante le procedure e le regole per l’assegnazione e l’utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 800 MHz (canali UHF 61-69), 1800, 2000 e 2600 MHz per sistemi terrestri di comunicazione elettronica e sulle ulteriori norme per favorire una effettiva concorrenza nell’uso delle altre frequenze mobili a 900, 1800 e 2100 MHz.

In tal senso, dietro una serie di osservazioni tra cui quelle di Vodafone sui 800Mhz, arriva all’art. 10 un nuovo comma:

  • 10bis. La copertura di cui all’ultimo periodo di cui all’art. 10, comma 10, è verificata se entro il termine di 24 mesi ivi disposto, almeno il 50% dei comuni che rientrano nei piani di copertura in banda 800 MHz sono coperti con tale banda. L’operatore nuovo entrante è tenuto a coprire, entro 84 mesi dalla data di disponibilità delle frequenze, il 50% dei comuni inclusi nel proprio piano minimo di copertura con frequenze a 800 MHz. Per tutti i soggetti aggiudicatari, la restante parte dei detti comuni deve essere interamente coperta con la banda a 800 MHz entro i successivi 36 mesi. La copertura a 2600 MHz di cui all’art. 10, comma 2, è verificata se per ogni area geografica dichiarata dall’aggiudicatario nei propri piani, nei tempi previsti, almeno il 50% della relativa popolazione è coperto a 2600 MHz, e la restante parte coperta con altre frequenze per uso a larga banda a 900, 1800, 2100 MHz, ove a disposizione dell’aggiudicatario. Tutte le aree previste dai propri piani di copertura devono essere interamente coperte a 2600 MHz entro 132 mesi dalla data di disponibilità delle 5 Delibera n. 370/11/CONS frequenze a 2600 MHz. Nel caso di copertura con altre frequenze, l’aggiudicatario rispetta il modello di copertura e qualità del servizio previsti per la banda 800 e a 2600 MHz. In una determinata area, gli aggiudicatari non possono usare le stesse frequenze per assolvere contemporaneamente gli obblighi di copertura a 800 e 2600 MHz fissati dal presente articolo.

In pratica per chi dovesse entrare nel terreno degli 800Mhz c’è un tempo di 7 anni per arrivare a coprire almeno la metà dei comuni pianificati inizialmente. Dovrebbero essere sufficienti a quanto pare, vedremo l’evoluzione nei prossimi mesi.

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