UE, obiettivo “roaming zero”

di Eros Bartolomeo

I costi dell’Eurotariffa continuano a scendere. L’ultimo passaggio è stato quello dello scorso 1° luglio con la relativa riduzione.

Tra i vari fatti per il prosieguo dei prezzi all’interno dell’Unione Europea c’è comunque l’obiettivo del cosiddetto “roaming zero”: in pratica è quell’azzeramento dei costi – in questo caso inizialmente delle chiamate ricevute, ndr – per chi usa il proprio telefonino sotto la copertura di un operatore mobile di un altro Stato membro.

Ogni riduzione dell’Eurotariffa, infatti, va vista come ulteriore passo avanti verso il definitivo allineamento dei costi delle chiamate nazionali e internazionali voluto entro l’anno 2015 dagli stessi commissari europei. Obiettivo che potrebbe essere anche anticipato di un anno.

Almeno questo è il senso della proposta del Gruppo S&D, l’alleanza dei progressisti e democratici al Parlamento Europeo, che ha chiesto – prima della sosta natalizia – tramite l’eurodeputato lussumberghese Robert Goebbels, di fare un passo avanti verso la fine dei costi di roaming visto che “[..]i confini per le chiamate di telefonia mobile sono barriere tariffarie artificiali. I prezzi massimi e le misure strutturali proposte dalla Commissione non sono sufficienti. I prezzi sono troppo elevati per le chiamate da uno stato UE ad un altro quando il costo reale per gli operatori è minimo“.

In un seminario relativo al roaming organizzato il 20 dicembre scorso anche Judith Merkies, eurodeputata S&D anch’essa, ha ricordato che “nel mese di agosto del 2010 la Commissione ha approvato l’obiettivo di ridurre la differenza tra roaming e chiamate nazionali quasi a zero entro il 2015. Ma ora sembra che lo abbiano dimenticato“.
Voglio introdurre un emendamento per raggiungere ‘roaming zero’ entro il 2014. E’ tecnicamente possibile ed equo per i consumatori.” A questo punto non resta che vedere per creder, l’obiettivo è chiaro.
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