Vodafone Super ADSL, lo spot TV

AGCOM, obiettivo ADSL nel servizio universale

di Andrea Trapani

Vodafone Super ADSL, lo spot TVIl Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo Marcello Cardani, ha adottato, nella seduta del 24 marzo, due importanti decisioni in materia di servizio universale nelle comunicazioni elettroniche.

Le norme europee e nazionali disciplinano il servizio universale anche nel contesto di apertura alla concorrenza.
La ratio dell’obbligo di servizio universale è fungere da rete di sicurezza sociale nel momento in cui le forze di mercato non riescono, da sole, ad offrire a particolari categorie di consumatori e utenti (in particolare a coloro che abitano in zone remote a bassa densità di popolazione , che vivono in condizioni di disabilità, che percepiscono bassi redditi familiari) l’accesso non oneroso a servizi di base.

Pertanto la legislazione vigente (Capo IV, Sezione I del Codice dellecomunicazioni elettroniche) prevede che tutti gli utenti finali abbiano accesso, dalla propria abitazione (postazione fissa)e  su tutto il territorio nazionale (universalità della rete), alle comunicazioni vocali e alla trasmissione di dati, come ad es.un “accesso efficace a internet”, minimizzando le distorsioni generate dalle dinamiche di mercato sull’accesso universale ai servizi.

Fino al 2009 la normativa europea limitava l’accesso efficace a internet alle trasmissioni di dati in banda stretta, ma,con l’adozione del pacchetto telecomunicazioni del 2009, la disciplina consente agli Stati membri la flessibilità di definire, se necessario, a livello nazionale le velocità di trasmission edati, includendo eventualmente le velocità permesse dalla banda larga.

Alcuni Paesieuropei hanno giàadottato una legislazione che include la banda larga negli obblighi di servizio universale nazionali. La normativa italiana sul servizio universale, in coerenza on la disciplina europea, non specifica la tecnologia dautilizzare per fornire tali servizi di base e li limita (per ora) alla rete fissa tradizionale (a banda stretta e da postazione fissa),implicitamente ritenendo, il legislatore, che l’offerta di servizi in mobilità e la banda larga non soddisfi tutti i criteri che individuano la necessità di erogazione di un servizio universale.

Al fine di conseguire gli obiettivi di una rete in sicurezza o di inclusione sociale (disponibilità, convenienza e accessibilità del servizio) la legge impone alla società Telecom Italia (impresa designata ai sensi dell’art. 58 delCodice) l’obbligo di fornire i servizi di basesu tutto il territorio nazionale.

L’Autorità vigila sul rispetto degli obiettivi finalizzati aeliminare il rischio di esclusione sociale dal servizio minimo garantito e intraprende, laddove opportuno, misure correttive. In questo quadro normativo e regolamentare, l’Autoritàha adottato due importanti decisioni: una finalizzata adassicurare l’obiettivo di inclusione sociale della rete e deiservizi di base vigenti, potenzialmente minacciata dalle modifiche tariffarie annunciate da Telecom Italia; l’altra orientata a svolgere l’analisi del mercato e la verifica delle condizioni tecniche ed economiche necessarie a valutare l’opportunità di migliorare la qualità minima garantita del servizio di accesso ad Internet da ricomprendere nel serviziouniversale, nella prospettiva, che pure emerge con forza a livello europeo, di una nuova cittadinanza digitale.

CS Agcom.it

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