Il Consiglio di Stato abbatte il ricorso TIM sulle bollette fatturate ogni 28 giorni

di Martina Tortelli

La notizia è delle scorse ore, per l’esattezza di venerdì 5 maggio quando sono arrivati i primi commenti “a caldo” sulla vicenda delle fatturazioni che negli scorsi anni avevamo perso la cadenza mensile.

Cosa è accaduto? Dopo tanto attendere è arrivata un’altra vittoria dei consumatori sulla nota vicenda delle fatturazioni a 28 giorni.

Il Consiglio di Stato ha, infatti, rigettato il ricorso presentato da Telecom contro la delibera AgCom del 2017 che stabiliva i rimborsi in favore degli utenti danneggiati economicamente dall’invio di bollette ogni 28 giorni, anziché mensilmente.
Dinanzi al Consiglio di Stato era intervenuto anche il Codacons, dalle cui denunce ad Agcom e Antitrust è nata la vicenda delle bollette a 28 giorni, con un atto di intervento in cui si chiedeva ai giudici di Palazzo Spada di confermare le decisioni dell’Autorità e del Tar e di rigettare il ricorso dell’operatore telefonico.

Secondo i giudici della Sesta sezione, la richiesta di Telecom non è assistita “da sufficienti profili di fondatezza, tali da giustificare, allo stato, la sospensione dell’impugnata sentenza”.

Lo scorso 21 maggio, i giudici avevano già respinto analoghe richieste da parte di Vodafone, Wind e Fastweb. I ricorsi di Vodafone, Fastweb e Wind sono stati discussi ieri l’altro nel merito, sempre davanti alla Sesta sezione del Consiglio di Stato. I giudici si sono riservati di decidere con dispositivo di sentenza entro sette giorni.

Entro una settimana il dispositivo finale anche per le altre compagnie.
Attendiamo la decisione del Consiglio di Stato sui ricorsi promossi dalle altre società, e se saranno respinte le loro istanze si aprirà la strada ai rimborsi diretti in favore degli utenti, che dovranno ricevere una somma compresa tra i 30 e i 50 euro ciascuno per le maggiori spese sostenute a causa dell’illegittima pratica delle bollette a 28 giorni – afferma in una nota stampa Carlo Rienzi – Le compagnie telefoniche, come denunciato dal Codacons nei giorni scorsi, stanno giocando d’anticipo offrendo ai propri clienti indennizzi sottoforma di minuti e traffico internet gratis, ma i consumatori devono prestare massima attenzione: tali offerte sono infatti a costo zero per le società della telefonia e potrebbero non compensare il credito vantato dagli utenti per le fatturazioni a 28 giorni”.

Non è tutto. Infatti, come anticipato, in attesa di erogare gli indennizzi in denaro imposti dall’Agcom, abbiamo visto come le compagnie telefoniche hanno iniziato a proporre ai clienti forme alternative di ristoro, sotto forma di servizi, sconti, tariffe gratis.

L’ultimo osservatorio SosTariffe.it ha analizzato il valore medio dei servizi compensativi con un risultato a sorpresa: spesso optare per i ristori alternativi conviene, ma occorre valutare caso per caso.