Equo compenso, il regomanento AgCom tra editori e piattaforme online

di Redazione

In una riunione tenutasi ieri, AGCOM ha approvato un regolamento in materia di determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico.

Questa decisione arriva in seguito all’introduzione dell’articolo 43-bis della legge sul diritto d’autore, che recepisce l’articolo 15 della direttiva copyright (UE 2019/790).

L’obiettivo principale del regolamento è quello di incentivare accordi tra editori e prestatori di servizi della società dell’informazione, come le imprese di media monitoring e rassegne stampa.

Se entro 30 giorni dalla richiesta di avvio del negoziato le parti non riescono a trovare un accordo sull’ammontare del compenso, ciascuna di esse può rivolgersi all’Autorità per la determinazione dell’equo compenso, fermo restando il diritto di adire l’Autorità giudiziaria ordinaria.

Il regolamento stabilisce che la base di calcolo per l’equo compenso sia costituita dai ricavi pubblicitari del prestatore derivanti dall’utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico dell’editore, al netto dei ricavi dell’editore attribuibili al traffico di reindirizzamento generato sul proprio sito web dalle pubblicazioni di carattere giornalistico utilizzate online dal prestatore.

L’editore potrà quindi essere attribuita una quota fino al 70%, determinata sulla base dei criteri predeterminati. La presenza di un’aliquota massima ha l’obiettivo di rendere flessibile lo schema di calcolo dell’equo compenso e di tener conto delle specificità del mercato e delle pratiche commerciali.

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