Bilanci degli operatori di rete e dei gestori di infrastrutture: calano i dipendenti, aumenta l’utile d’esercizio

di Andrea Trapani

Il settore dei media, nel quinquennio 2013–2017, ha registrato risultati in chiaroscuro, con il comparto televisivo che ha visto i ricavi delle principali imprese aumentare di oltre 300 milioni di euro, mentre quelli del settore editoria contrarsi complessivamente di oltre 900 milioni (-17,7%).

È quanto viene fotografato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nel focus bilanci 2013–2017 pubblicato oggi e nel quale viene anche illustrato l’andamento del settore degli operatori di rete e gestori delle infrastrutture di radiodiffusione, cresciuto nel periodo considerato ad un tasso medio annuo del 5,4% (e del 2,4% nel solo 2017).

Per quanto riguarda il settore Tvl’aumento dei ricavi è riconducibile sia all’aumento degli introiti derivanti dai servizi televisivi a pagamento (+107 milioni dal 2013 al 2017), sia a quello degli introiti pubblicitari (150 milioni circa). Gli indici reddituali mostrano un trend di riduzione fino al 2016 per poi migliorare nel 2017; la redditività lorda (ebitda) rispetto al 2016 passa dal 18,1% al 22,4% nel 2016, mentre quella netta (ebit) passa da un valore negativo del 3,6% a uno positivo del 2,9%. Il risultato d’esercizio per la prima volta dal 2012 è tornato positivo (+114 milioni). Relativamente stabile è il ricorso ai mezzi propri per finanziare l’attività; in media, nel periodo considerato, il patrimonio netto complessivo è stato pari al 32,2% delle passività complessive, ma in crescita nel 2017 (32,5% rispetto al 30,8 del 2016). Infine, l’occupazione a livello di comparto, con circa 21.800 addetti a fine 2017, si riduce di circa 250 unità rispetto al 2016.

Riguardo al comparto dell’editoriala quota di ricavi ottenuti in Italia è pari a circa 3,6 miliardi di euro nel 2017, in riduzione del 17,6% (-760 milioni): la flessione non si è arrestata nemmeno lo scorso anno e, su base annua, è stata pari a circa il 6,5%, sia a livello complessivo sia domestico. Il margine operativo lordo, mediamente pari al 7,1% dei ricavi durante il periodo 2013–2017, raggiunge il 9,7% nel 2017, mentre il margine operativo netto, con un valore medio di periodo di -1,4%, nel 2017 ha raggiunto il 2,5% (in crescita rispetto allo 0,9% del 2016). Il risultato d’esercizio consolidato è tornato positivo per la prima volta dal 2010. Riguardo i livelli occupazionali, gli effetti della crisi dell’editoria cartacea sono stati considerevoli.

Tra il 2013 e il 2017 le imprese considerate, anche a seguito delle operazioni di consolidamento che hanno caratterizzato il mercato, hanno ridotto gli organici del 16%, pari a 2.500 unità: il numero di addetti nel 2017 è pari a 13.200 unità rispetto alle 15.700 del 2013. Su base annua la flessione nel 2017 è stata del 4,4%, con una perdita di circa 600 addetti.

Positivo infine l’andamento del settore operatori di rete e gestori di infrastrutture di radiodiffusione: i cui ricavi si sono attestati a poco meno di 1,4 miliardi, oltre il 60% dei quali rappresentato dai ricavi di InWit ed EI Towers. Il Mol, mediamente pari al 33,9% dei ricavi durante il periodo 2013–2017, sfiora il 26% nel 2017, mentre il margine operativo netto, con un valore medio di periodo di -20%, nel 2017 ha raggiunto il 24,6% (in crescita rispetto al 21,4% del 2016).
Il risultato d’esercizio medio del settore mostra il livello più elevato tra tutti quelli osservabili nei mercati analizzati (16,1% nel periodo), passando tra il 2015 e il 2017 da 150 a oltre 300 milioni di utile netto. Il comparto ha un rapporto tra mezzi propri e passività complessive particolarmente elevato (in media del 67%), rapporto che nel 2017 ha superato il 70%.

Infine, il settore rappresenta circa 2.300 addetti diretti, che nel 2017 risultano in flessione del 4,1% su base annua.

CS