Voucher banda ultralarga, la provocazione dai territori montani

di Andrea Trapani

“Ho appreso con grande sorpresa che il Ministero dello Sviluppo economico vorrebbe assegnare i voucher per l’accesso alla banda ultralarga a fine estate. Peccato che, ricordo alla Sottosegretaria Mirella Liuzzi, il Piano BUL sia in alto mare, e navighi come una barca in un bosco.

Vale sia per il Piano sia per chi abita nelle zone alpine e appenniniche italiane, costretto a inseguire qualche chilobit al secondo di velocità in più per scaricare un film, lavorare o fare lezione a distanza. Le alte velocità previste dal Piano BUL in linea con gli obiettivi europei, oggi ce le scordiamo. Su 7000 Comuni totalmente o parzialmente da cablare, in aree bianche, solo 248 vedono la banda ultralarga disponibile e i servizi di connettività acquistabili. Non commento. Solo il 4% dei Comuni è fatto, pronto, finito.


E solo in 69 Enti italiani è stato fatto il collaudo. In tutti gli altri, la BUL non c’è e i Comuni, con Uncem, sono molto arrabbiati per i ritardi drammatici nell’attuazione del Piano. Il Ministro Patuanelli ha ammesso il ritardo gravissimo e così i Ministri Pisano e Provenzano in due lettere dei giorni scorsi a Uncem. Dunque, visti questi ritardi, così gravi e inaccettabili, prima di dare i voucher completiamo le reti e consentiamo a tutti i cittadini di accedere agli incentivi statali per far incontrare la domanda e l’offerta di connettività ad alta velocità”.

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. I dati della nota sono compresi nella relazione Infratel sullo Stato di Avanzamento del Piano Banda ultalarga, scaricabile qui:  http://bandaultralarga.italia.it/wp-content/uploads/2020/05/Relazione-Stato-Avanzamento-BUL.pdf

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