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Voucher banda ultralarga, “mancano troppi comuni” denuncia UNCEM

di Andrea Trapani

L’erogazione dei ‘voucher banda ultralarga’ dal 9 novembre alle famiglie italiane con Isee al di sotto dei 20mila euro rischia di aumentare i divari. Digitali, sociali, economici.

Perché vi si potrà accedere solo in Comuni dove sono presenti reti ad alta velocità, mancante in troppi territori, come Uncem e Anci denunciano da molto tempo. Potranno ufficialmente accedere al bonus Internet e pc che prevede fino a 500 euro da spendere per l’attivazione di una connessione a banda ultralarga.

Alcune Regioni hanno già chiesto che vengano inclusi solo alcuni Comuni, tra questi i Comuni montani. Saranno gli operatori di telefonia a proporre “la scontistica” alle famiglie.


Mentre si accumulano comunicazioni non sempre chiare, Uncem e Anci lavorano con i Ministeri per la Digitalizzazione e per lo Sviluppo economico, oltre a Infratel, per evitare che il voucher esalti le sperequazioni oggi esistenti a causa anche della lentezza del Piano Banda ultralarga, in ritardo di due anni nell’attuazione. Ieri, nel click day sul “bonus bici” è emersa l’assurda impossibilità per milioni di italiani di accesso alla piattaforma.

Perché non c’è connettività adeguata. Era già successo con il click più veloce, e assurdo, dei “6000 campanili”. I Sindaci sulle barricate per questi ritardi nella progettazione e nella realizzazione delle nuove reti, chiedono informazioni chiare su voucher e scontistiche. “La didattica a distanza e il telelavoro – affermano Michele Pianetta, Vicepresidente Anci Piemonte, e Marco Bussone, Presidente Uncem – richiedono connettività. Oggi manca in troppe aree del Paese. Possiamo ringraziare molte società private che, con rischio imprenditoriale, stanno investendo in ripetitori e reti senza fili. Rispondono alle esigenze dei territori.


Il Piano BUL è troppo in ritardo e occorre capire come si innesta la possibilità di una ‘rete unica’. Ora i voucher agiranno con due pesi e due misure. Chi ha rete a buone velocità vi accede, chi non ce l’ha e non per colpa sua, resta al palo. Occorre definire il percorso.

Occorre avere un impegno chiaro per la riduzione delle aree senza adeguata banda, limitare le sperequazioni e già nella legge di bilancio 2021, oltre che nel Piano nazionale ripresa e resilienza per l’uso del Recovery Fund, Governo, Parlamento, Regioni Agenzie competenti devono intervenire per garantire reti a prova di futuro, a tutti“.

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