La trasformazione digitale arriva anche in Umbria

di Valerio Longhi

A Perugia Assintel e Confcommercio Umbria presentano i dati sulla digitalizzazione delle imprese della regione e aprono un tavolo di confronto con le Istituzioni

Le imprese umbre credono nelle potenzialità del digitale, avendo chiari anche gli obiettivi prioritari, e hanno intrapreso con convinzione la via dell’innovazione: sono quasi 61.500 le imprese digitalizzate (su un totale di 75.747 imprese attive), che nel 2021 hanno speso 113 milioni di euro per l’ICT.

Ma la bassa spesa media per impresa, intorno ai 2000 euro all’anno, non deve trarre in inganno. Sono imprese ad alto potenziale, in cui il budget tecnologico è focalizzato su tre obiettivi: sfruttare le potenzialità della rete e del cloud, potenziare il marketing e la relazione con i clienti, creare progetti in sinergia con startup e partner.

Questi i nuovi trend regionali presentati a Perugia insieme a Confcommercio Umbria da Assintel, l’Associazione Nazionale delle Imprese ICT e Digitali, che sono parte dell’osservatorio Assintel Report realizzato insieme alla società di ricerca indipendente IDC Italia, con la sponsorship di ConfcommercioGrenke e Intesa Sanpaolo.

Quasi il 60% delle imprese umbre, nell’ultimo anno, ha adottato soluzioni di Cloud Computing, un’impresa su due di collaboration/smart working: siamo ben sopra la media nazionale, che si attesta sul 40% nel caso del Cloud e poco oltre il 20% per la collaboration. Conseguentemente anche gli investimenti in cybersecurity sono sopra la media: oltre l’80% delle imprese, oltre dieci punti percentuali in più rispetto alla media. Il cambiamento si nota anche sul fronte dei processi aziendali: il 42% delle imprese sta incrementando l’attività di marketing digitale, quasi 30 punti sopra la media delle altre regioni analizzate.

“Siamo agli inizi del processo di consapevolezza”, commenta Roberto Palazzetti, coordinatore di Assintel Umbria, “finora la digitalizzazione è stata fatta soprattutto sui servizi primari, perché le imprese umbre scontano un certo ritardo nell’approccio al digitale, il che spiega anche il basso livello degli investimenti. Il bisogno che emerge dalla ricerca è di avere più competenze e più rapporti con i partner dell’innovazione, per fare un salto di qualità e costruire servizi digitali ad hoc, personalizzati, con un alto contenuto consulenziale, che siano di supporto strategico al business. Ci aspettiamo quindi nel medio periodo un aumento degli investimenti, supportato dall’ecosistema associativo che ruota attorno ad Assintel e Confcommercio”.

E lo confermano anche le previsioni 2022: la metà delle imprese del campione dichiara che questo è l’anno della creazione di nuovi modelli di relazione con i clienti, e che l’innovazione avverrà soprattutto collaborando con partner e startup per creare progetti e offerte innovative. Il 52% delle imprese dell’Umbria afferma di avere un buon livello di cultura aziendale dell’innovazione ma pensa che sarebbe necessario arricchire la base di competenze digitali interne. Un’impresa su tre ha già programmato di investire quest’anno nella formazione digitale di base di tutti gli addetti.

La presentazione del focus Assintel Report sull’Umbria è stata introdotta dai saluti del presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni ed è stata seguita da un dibattito a cui ha dato un contributo video l’assessore regionale alla digitalizzazione Michele Fioroni e a cui hanno partecipato: Fortunato Bianconi, dirigente ICT Punto Zero, Nicola Modugno, direttore ITS Umbria,  Federico Sisti, segretario generale Camera di Commercio dell’Umbria, Chiara Pucciarini, imprenditrice settore commercio e presidente Giovani Imprenditori Confcommercio Umbria, Gabriele Biscontini, imprenditore settore turismo, Alessio Fioroni, imprenditore settore ICT, Iacopo Olivi, direttore Area Imprese Umbria Intesa Sanpaolo.

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