Sunrise e Orange verso la fusione

di Carlo Ghio

orangesunriseGli addetti del mestiere non saranno forse stupiti, ma per i semplici appassionati ed i clienti dei due operatori mobili elvetici alternativi al colosso Swisscom la notizia arrivata oggi da Losanna è stata sicuramente un fulmine a ciel sereno: Sunrise ed Orange hanno annunciato l’intenzione di fondersi!

Mercato particolare, quello svizzero, dove l’ex monopolista Swisscom detiene più del 60% del mercato della telefonia mobile (ed ancor più nella telefonia fissa, ma questa è una prerogativa che accomuna tutta l’Europa) e nessuno dei due concorrenti (più Tele2 ed i numerosi “virtuali”) è mai riuscito a scalfire il dominio del numero uno. Con la possibile fusione tra il secondo ed il terzo gestore, la nuova entità andrebbe a raggiungere il 38% del mercato: sarebbe sufficiente per fare una maggiore concorrenza a Swisscom? Il “Mr Prezzi” elvetico, Rudolf Strahm è categoricamente contrario: sarebbe “una catastrofe assoluta, soprattutto per i clienti”, parole testuali. Di diverso avviso, ovviamente, i leader delle due compagnie che andrebbero a fondersi.

Il nuovo gestore, sempre che la Commissione della concorrenza (Comco) avvalli la fusione, vedrebbe una partecipazione al 75% di France Télécom ed il rimanente 25% della danese TDC (attuale proprietaria di Sunrise). Sicuramente ci sarebbe un notevole risparmio su investimenti e sinergie operative ma allo stesso tempo ben sappiamo come non sia sempre facile unire due network, anche se l’esperienza austriaca di T-Mobile e Telering è stata meno traumatica rispetto al celebre “spezzatino” di Blu avvenuto in Italia.

Quel che è certo è che un Paese dove già la concorrenza nella telefonia mobile è piuttosto limitata (se si escludono i convenienti operatori virtuali, utilizzati però ancora da una percentuale risibile degli utenti mobili elvetici) vedrebbe ulteriormente diminuire il numero dei big in campo e questo difficilmente potrebbe portare ad una concorrenza più accesa, quanto più facilmente potrebbe significare un duopolio con scarsissima voglia di farsi del male.

Migliorerà la concorrenza in Svizzera? Noi temiamo di no, ma ai posteri l’ardua sentenza.

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