Cinque partner uniscono le proprie competenze per offrire un futuro sostenibile all’agricoltura svizzera

di Enrico Net

fenaco, Agroscope, la OST (Ostschweizer Fachhochschule) insieme a Sunrise UPC e Huawei uniscono le proprie competenze per far progredire le tecnologie smart basate sul 5G a vantaggio dell’agricoltura svizzera. Insieme danno vita a un progetto Innosuisse per il controllo delle piante infestanti tramite droni e robot agricoli. In questo contesto, è stata ampliata l’area «Smart Farming» del Joint Innovation Center di Sunrise UPC e Huawei. Qui vengono mostrate le attuali applicazioni, rendendo tangibili i benefici tecnologici per una maggiore sostenibilità ed efficienza in agricoltura.

Gli esperti di fenaco, Agroscope, della OST – Ostschweizer Fachhochschule e Sunrise UPC e Huawei sono dello stesso avviso: per un’agricoltura sostenibile, l’applicazione delle innovazioni tecnologiche è un requisito imprescindibile. Grazie ai tempi brevi di latenza, alla trasmissione di un enorme volume dati e all’alto carico di collegamenti simultanei, il 5G crea le condizioni ideali affinché l’«Internet of Things» possa farsi strada nell’agricoltura.

In combinazione con altre tecnologie smart come cloud, big data, intelligenza artificiale, riconoscimento immagini, tecnologia di sensori e droni, nonché la robotica e i veicoli autonomi, le applicazioni che riducono l’impatto ambientale dei prodotti fitosanitari stanno diventando realtà, con un utilizzo ponderato delle risorse naturali e l’attenzione a un maggiore benessere degli animali, nonché a una resa più consistente per gli agricoltori, risparmiando allo stesso tempo sui costi.

Progetto Innosuisse: controllo delle piante infestanti con droni e robot agricoli

Utilizzando l’esempio di un progetto Innosuisse sul rilevamento e il controllo delle piante, i cinque partner intendono testare la combinazione di queste tecnologie. In particolare, la questione riguarda la pianta infestante nota come lapazio, che rappresenta un pericolo per altre piantagioni. Le piante vengono fotografate da un drone e i dati grezzi vengono caricati su cloud tramite collegamenti dati 5G. Qui vengono analizzate e identificate in tempo reale. I risultati sono dunque riportati direttamente sul campo coltivato, dove un trattore o un robot agricolo viene guidato tramite GPS verso la pianta infestante e la combatte. Grazie a questa procedura, il controllo delle piante infestanti è estremamente preciso. È così possibile ridurre l’utilizzo dei pesticidi fino al 90%.

In una fase successiva, i prodotti fitosanitari dovrebbero essere sostituiti da semplice acqua bollente. Il riconoscimento delle piante sta diventando sempre più accurato grazie all’impiego di reti neurali e algoritmi di apprendimento automatico. Allo stesso tempo, il volume dati sta aumentando immensamente. La combinazione di 5G, big data e tecnologia cloud è quindi essenziale per il successo di questo progetto innovativo.

Big data e 5G aprono la strada all’agricoltura basata sui dati

Questo slideshow richiede JavaScript.

Thomas Anken, Head of Digital Production di Agroscope, intravede un grande potenziale per il 5G e l’agricoltura guidata dai dati: «In futuro, l’agricoltura sarà sempre più guidata dai dati. Per la valutazione centrale dei dati raccolti a livello decentralizzato, la trasmissione veloce di dati veloce e ad alto volume è fondamentale. A tal fine, nonché per controllare e monitorare i dispositivi autonomi, è essenziale una buona connettività che soltanto il 5G è in grado di fornire.»

Michael Feitknecht, capo del dipartimento di produzione vegetale e membro del Consiglio di Amministrazione di fenaco, aggiunge: «Con la combinazione di digitalizzazione e protezione fitosanitaria alternativa, creiamo soluzioni sostenibili per le sfide odierne dell’agricoltura. Si pensi ad esempio agli icneumonidi di fenaco, che proteggono già il 15% del mais svizzero dalla piralide del mais. Il 40% di questi sono veicolati dai droni. Auspichiamo che il progetto Innosuisse fornisca un ulteriore impulso alla digitalizzazione dell’agricoltura svizzera e riduca i rischi legati all’impiego di prodotti fitosanitari nei nostri campi.»

Dejan Seatovic, partner dell’Istituto ILT per l’automazione di laboratorio e la meccatronica e professore del corso di Tecnologia e innovazione delle macchine presso la OST – Ostschweizer Fachhochschule di Rapperswil, ne è certo: «Gli sviluppi nel riconoscimento delle immagini e nella guida autonoma su cui stiamo lavorando sono attuabili solo con un’infrastruttura 5G ampliata. Siamo ancora agli albori dei sistemi robotici autonomi e collaborativi per una maggiore ecologia ed efficienza. L’obiettivo è automatizzare e digitalizzare il lavoro e i processi agricoli per un futuro sostenibile dell’agricoltura svizzera.»

Alexander Lehrmann, leader di Innovation and Development presso Sunrise UPC, spiega: «Con il nostro ecosistema 5G, completiamo e ampliamo la conoscenza pratica e i molti anni di esperienza degli agricoltori. Vediamo Sunrise UPC come un catalizzatore dell’innovazione, lavorando a stretta collaborazione con gli esperti del settore per esaminare le potenziali applicazioni e l’interazione delle tecnologie e per progettare e implementare soluzioni integrate. Grazie all’eccellente cooperazione tra ricerca, fornitori e utenti, è possibile guidare l’innovazione a beneficio di tutti.»

Haitao Wang, CEO di Huawei Svizzera, commenta: «I requisiti come quelli qui presentati possono essere soddisfatti in modo ottimale con il 5G. Ciò significa che anche le aree più remote della Svizzera saranno collegate in rete e connesse a un’infrastruttura di base a prova di futuro. Le nostre tecnologie contribuiscono così alla digitalizzazione della Svizzera e ad aumentare la forza competitiva di uno dei suoi settori produttivi più tradizionali. E di questo non possiamo che andarne fieri.»

Print Friendly, PDF & Email

Ti potrebbe interessare anche...

Commenta la notizia nel Forum di Mondo3