Terremoti: in Veneto 120 nuovi sensori di monitoraggio

di Andrea Trapani

Accordo tra Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e TIM.
I nuovi strumenti contribuiranno al completamento della rete di monitoraggio sismico diffuso in Veneto

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e TIM hanno siglato un accordo per installare 120 nuovi accelerometri presso le centrali di telecomunicazioni. L’obiettivo è potenziare la rete di monitoraggio sismico ad alta densità del Veneto, realizzata nell’ambito dell’iniziativa congiunta della Regione del Veneto e dell’OGS con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova.

L’iniziativa rientra nelle attività previste per l’attuazione dell’Azione 5.3.1 del Piano Operativo Regionale (POR) finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) Regione del Veneto.

Installazione sensori OGS stazioni TIM

Grazie a questo accordo, TIM metterà a disposizione le sue centrali collaborando con i ricercatori per selezionarne 120 sulla base delle caratteristiche degli edifici, della copertura della rete cellulare, oltre alle esigenze logistiche per la rete di monitoraggio e alla distribuzione del rischio sismico nella Regione del Veneto.

“Nei giorni scorsi abbiamo avviato l’installazione degli accelerometri presso le centrali TIM. Si tratta di sensori in grado di misurare lo scuotimento del suolo per il monitoraggio sismico” spiega Pier Luigi Bragato, sismologo dell’OGS che coordina le attività di installazione, precisando che “in caso di terremoto questi dispositivi ci forniranno misure utili a valutarne rapidamente l’impatto e a orientare gli interventi di Protezione civile”.

I sensori entreranno a far parte di una più ampia rete ad alta densità costituita da oltre 300 punti di misura su tutto il territorio regionale. Circa 170 strumenti sono già stati installati nelle sedi delle organizzazioni di volontari di protezione civile del Veneto ed in edifici pubblici messi a disposizione dai comuni. Oltre a TIM per il completamento della rete hanno dato disponibilità all’utilizzo di proprie sedi anche altri soggetti.


“Siamo orgogliosi di affiancare l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale mettendo a disposizione le nostre infrastrutture per la ricerca scientifica e lo sviluppo di soluzioni sensoristiche per il monitoraggio dei movimenti sismici nel Veneto”, ha sottolineato Gianni Crocetti, Responsabile Operations Area Nord Est di TIM. “La capillarità e la peculiarità delle nostre centrali sul territorio darà un valore aggiunto nell’attività di misurazione degli impatti in caso di terremoto, oltre che fornire un supporto nell’orientamento degli interventi necessari per la prevenzione”.

“Attualmente è già attivo il sistema acquisizione dati che ha effettuato le prime registrazioni in occasione del terremoto della Bosnia ed Erzegovina del 22 aprile 2022 (magnitudo 5.7, epicentro a 540 km da Venezia), percepito in diverse località del Veneto” prosegue Bragato. “In parallelo stiamo potenziando i sistemi di rilevamento della deformazione crostale con la realizzazione di 2 nuove stazioni GNSS e l’aggiornamento di 3 già esistenti, conducendo inoltre studi sul ruolo dei fluidi sotterranei nell’evoluzione del ciclo sismico, evidenziando un importante contributo delle precipitazioni” aggiunge il ricercatore Bragato.

“Grazie alla forte collaborazione esistente tra l’OGS e la Regione del Veneto, in particolare l’assessorato ai lavori pubblici e la Protezione civile, è stato possibile avviare la realizzazione della rete di monitoraggio ad alta densità” spiega Stefano Parolai, direttore del Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS, precisando che “da anni siamo impegnati in prima linea nel monitoraggio sismico a supporto delle autorità regionali e siamo felici di poter mettere a disposizione le nostre competenze per contribuire alla prevenzione del rischio sul territorio. Il prezioso contributo al progetto di partner privati, come TIM, dimostra come un lavoro di squadra che vede coinvolti tutti gli attori sul territorio sia fondamentale per la mitigazione del rischio sismico”.

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