Attacco a Vodafone Portogallo, cosa è successo secondo gli esperti

di Andrea Trapani

Nella notte del 7 febbraio la sussidiaria Vodafone Portogallo è stata bersaglio degli hacker.

L’attacco ha rapidamente messo fuori uso le reti 4G e 5G della struttura e ha interrotto i servizi di telefonia mobile e fissa, compromettendo quindi anche tutti gli altri servizi utilizzati dalle aziende del Paese, compresi quelli di emergenza.

David Gubiani, Regional Director SE EMEA Southern di Check Point Software Technologies, tra i principali fornitori di soluzioni di cybersecurity a livello globale, ha commentato così l’ennesimo attacco hacker: “Quello che è successo in Portogallo ai danni di Vodafone non deve sorprenderci. Negli ultimi mesi, come sapete, abbiamo visto in Portogallo e nel resto del mondo, inclusa l’Italia, un aumento spaventoso degli attacchi informatici contro le aziende. In Italia, la media è attualmente di 1070 attacchi a settimana per organizzazione e in Portogallo ne registriamo poco meno, circa 980 attacchi a settimana per organizzazione.


Il settore delle comunicazioni, di cui Vodafone fa parte, è il terzo settore più bersagliato a livello mondiale, con aziende che subiscono una media di 1283 attacchi a settimana.

Al momento, non abbiamo dati concreti su cosa abbia causato l’attacco e nemmeno quali saranno le conseguenze. Dalle informazioni divulgate finora, sia da Vodafone che dalle autorità nazionali, possiamo dedurre che si sia trattato di un attacco mirato all’infrastruttura Vodafone, che ha impedito l’accesso ai sistemi e interrotto il normale svolgimento dei servizi. Questo ha colpito la normale attività di comunicazione dell’operatore e ha avuto un grande impatto nella società e nell’economia portoghese, influenzando il modo di lavorare delle aziende di ogni tipo e dimensione.

Questo è un altro campanello d’allarme per le organizzazioni di tutti i settori e Paesi. Il crimine informatico sta aumentando in termini di frequenza e complessità di attacchi e cerca sempre più di ostacolare la vita degli individui e delle imprese. Purtroppo, è una dinamica che avevamo previsto e che non sembra rallentare.”

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