“E quando meno te lo aspetti”: una storia di progetti, aspettative e speranze… deluse. Una storia di call center

di Redazione

Vi abbiamo raccontato in questi giorni delle ristrutturazioni aziendali che WindTre avrebbe in progetto, in particolare quello che riguarda la sorte degli storici call center di 3 Italia, che – nelle intenzioni dell’azienda – dovrebbero essere presto esternalizzati, lasciando nell’incertezza il futuro lavorativo di circa 900 persone.

Immediate sono state le reazioni dei sindacati, di cui vi abbiamo riferito.

Riceviamo oggi – e pubblichiamo – quelle di Mario, un lavoratore della sede di Palermo, che ci racconta la sua storia e come sta vivendo sulla propria pelle questa decisione aziendale.

Scrivo le mie riflessioni a caldo, perché devo esternare… anzi oggi direi proprio “esternalizzare” quello che ho dentro…

Il 14 febbraio 2005 venivo assunto come operatore call center in H3G s.p.a. presso la sede di Palermo in Via Ugo La Malfa, un’azienda dove l’ormai ex AD Vincenzo Novari ci ha sempre fatti passare come parte vitale di un progetto. Si organizzavano Convention in resort tipo Villa Simius, outdoor ed esperienze di cucina per “fare gruppo”, dove le parole “assestment“, “progetti” e “percorsi” ti facevano pensare ad un’oasi nel deserto, o forse meglio dire nella giungla dei call center, dove a noi che eravamo “in house” venivano assegnati i cosiddetti clienti 5 stelle.

Abbiamo visto dirigenti di H3G come Dina Ravera commuoversi davanti a situazioni toccanti, usando durante le convention parole come “Famiglia” parlando dei lavoratori, con toni quasi materni nei nostri confronti.

Abbiamo vissuto dall’esterno le vicende di Almaviva, 4U, e di altre realtà in outsourcing, abbiamo anche scioperato quando era necessario, vedi l’ultima proposta di “Asstel” di eliminare i diritti dei lavoratori mettendo pesantemente mano al CCNLT (di Asstel fa parte proprio Dina Ravera), malgrado ci siamo sempre sentiti dire “tranquilli, la nostra azienda è differente“, “tranquilli, qui non sarete mai considerati dei numeri”…

L’anno scorso è iniziata la fusione tra Wind e H3G… e Novari ha lasciato il suo posto (malgrado sia rimasto in Hutchison come “Special Advisor“) e qui a tutti sono ritornate in mente le parole di Vincenzo “finché sarò io l’Amministratore Delegato i lavoratori non si toccano”. Ovviamente tanti dubbi sono sorti, ma subito ci furono le rassicurazioni. Le risposte? “Tranquilli, è una fusione alla pari”. “Tranquilli, H3G è un’azienda in attivo”.

Poi la fusione è realmente avvenuta e abbiamo notato come l’organigramma (almeno nella sua parte più alta) fosse formato essenzialmente da persone di Wind, come il nuovo AD Maximo Ibarra. Le risposte? “Tranquilli, loro sono numericamente di più, è normale che nell’organigramma abbiano più dirigenti”.

Intanto qualcuno, che oggi indossa una maglietta gialla e va a far finta di pulire Roma, ha fatto sparire l’art. 18 e sostiene che ha fatto ripartire il lavoro grazie alla “flessibilità” (leggasi “precarietà”).

Poi abbiamo visto gli operatori call center di Wind diventare operatori “IT”. Risposta? “Tranquilli, siccome a Palermo non possono coesistere due call center, verranno ricollocati solo i colleghi di Wind ma sempre all’interno dell’azienda”. Poi la notizia del trasferimento a Palazzo Gamma (Via Lanza di Scalea, dove è attualmente presente la sede di Wind per Palermo)… risposta? “Tranquilli, così ottimizziamo i costi, che senso ha avere 2 sedi se siamo un’unica azienda?” Addirittura si diceva che a giugno saremmo già stati lì: “abbiamo anche richiesto un parcheggio più grande”.

Poi abbiamo sentito parlare di esodo volontario, per cui venivano contattati i lavoratori e si proponeva loro “un’opportunità”, e anche qui “Tranquilli, durante una fusione è una procedura normale”

Nel frattempo si è firmata la cosiddetta “Armonizzazione” dei contratti tra i lavoratori di Wind e H3G, con discussioni del tipo “Ci toglieranno i buoni pasto?”, “È meglio l’assicurazione sanitaria di Wind o quella di H3G?”.

Intanto Infostrada (che fa parte di Wind) forniva l’opportunità anche ai lavoratori ex H3G (ormai dipendenti Wind 3) di poter sottoscrivere la “promo dipendenti” anche con Infostrada.

I sindacati gongolavano: “L’armonizzazione? Un successo sotto tutti i punti di vista, hanno vinto i lavoratori” e intanto proponevano di sottoscrivere Telemaco con lo sguardo ad un futuro sotto le vele di “Wind 3 S.p.A.”.

Ed oggi (22 maggio 2017) Wind 3 S.p.A. convoca i Sindacati e lancia la bomba: “Abbiamo intenzione di esternalizzare i Call Center” (coinvolgendo praticamente solo gli ex lavoratori H3G di Palermo, Roma, Cagliari e Genova, compresi i responsabili delle Risorse Umane, perché intanto gli operatori call center Wind sono stati convertiti in IT).

Il motivo di questa decisione inaspettata? “Non è una questione di costo del lavoro ma una questione di assetto“.

Aspetta un attimo… non hai detto “Tranquillo…”

TRANQUILLO MURIU!

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