Stop di default ai servizi a valore aggiunto, la scelta di WINDTRE piace alle associazioni dei consumatori

di Valerio Longhi

Era nell’aria ed è arrivata.
La decisione di WindTre di escludere di default l’accesso ai servizi a valore aggiunto dei propri clienti va verso la giusta direzione nei confronti dei consumatori. Del resto molti dei gestori “no frills” – spesso legati agli stessi gestori come Ho. con Vodafone, Kena con TIM, etc – è nata su questa filosofia implementata dalla società guidata da Jeffrey Hedberg.

Una scelta che è ovviamente piaciuta alle associazioni dei consumatori che auspicano che altri operatori facciano altrettanto ed invita l’Agcom a rendere il blocco obbligatorio per tutti.
Ad esempio “Adiconsum condivide la decisione di Wind Tre di escludere in automatico l’accesso ai servizi a valore aggiunto (VAS) e di renderlo accessibile solo dietro richiesta del consumatore con il rilascio di un apposito PIN”, dichiara Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale Adiconsum.


“Questa è da sempre una battaglia di Adiconsum e delle altre associazioni consumatori
– prosegue Mauro Vergari, Responsabile Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione di Adiconsum e rappresentante del CNCU al tavolo AGCOM sui VAS – Solo escludendo in maniera automatica i c.d. servizi a sovrapprezzo che interessarono anni fa migliaia di utenti della telefonia fissa, infatti, si riuscirono a sradicare pratiche commerciali scorrette. È  arrivato il momento che ciò si realizzi anche per la telefonia mobile”.

Tutti i servizi, compresi quelli di telefonia, fissa e mobile, vanno erogati con trasparenza per prevenire pratiche scorrette a danno dei consumatori – conclude Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – L’autoregolamentazione da sola non basta. Invitiamo, pertanto, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a rendere obbligatoria, come già fece per la telefonia fissa, l’esclusione dei servizi non richiesti.”

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