Wind, ecco la chance russa nonostante il no norvegese

di Valerio Longhi

La strada alla fine è più lunga e tortuosa del previsto: già il 4 ottobre si era anticipata la fine di Wind Italia in mano ai russi di Vimpelcom, ma  oggi si riesce ad avvicinarsi sempre più alla parola fine di un lungo percorso.

Tanto lungo che si è passati anche attraverso la trasformazione di Weather in Wind Telecom , un passaggio che comunque potrebbe a compimento l’accordo tra VimpelCom e Wind Telecom. Almeno stando alle parole odierne di Sawiris che conferma quanto sia presente al momento “una chance molto grande” per concludere l’operazione. Siamo a un passo in realtà, dopo CdA ed assemblea sono d’accordo, mancano alcuni parametri che citiamo a fine articolo.

Quel che nasce è comunque un soggetto importante, tutt’altro che secondario: a fusione avvenuto avremmo il quinto operatore mondiale in numeri di clienti. Un gestore in cui l’Italia gioca un ruolo importante.

La nostra Wind, infatti, vale da sola un terzo di ricavi di un soggetto che sarà operativo in 19 nazioni tra Europa, Asia, Africa e Nord America, con 174 milioni di clienti nella telefonia mobile.

Da segnalare, come previsto, il voto contrario alla decisione di Sawiris da parte dei rappresentanti di Telenor. Una frattura interna al gruppo che comunque sembra potersi ripianare, il magnate egiziano si dichiara “non  preoccupato” per l’opposizione di Telenor, azionista di Vimpelcom ndr, all’accordo ormai in vista l’acquisizione di Orascom Telecom e dell’italiana Wind.

Qualche novità infatti potrebbe non mancare… anche se ormai si titola dell’avvenuta acquisizione:

Dalle Piramidi alla Piazza Rossa. È la parabola di Wind passata con i suoi 8,5 miliardi di debito sotto il controllo di Vimpelcom (advisor Deutsche Bank). Un’operazione decisa dopo il lungo braccio di ferro in cda tra Altimo e i norvegesi di Telenor: sei voti a favore della fusione, tre contrari. Un numero fondamentale perché lo statuto della società parla chiaro e per operazioni straordinarie, se almeno sei consiglieri sono favorevoli, in assemblea basta la maggioranza semplice. A patto che voti il 25% degli azionisti di minoranza, altrimenti mancherebbe il quorum. I due azionisti hanno quindi iniziato una lotta contro il tempo per i voti degli indecisi.

Repubblica

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