Wind – Vimpelcom, arriva (anche) il placet dell’Antitrust

di Andrea Trapani

Wind – Vimpelcom s’ha da fare. Superate le resistenze di Telenor, è arrivato pochi minuti fa anche il “lasciapassare” dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Nel bollettino settimanale, infatti, l’Antitrust ha vagliato l’operazione industriale che vede di fatto passare la compagnia telefonica italiana in mano della nuova proprietà. L’operazione in esame dell’AGCM consisteva “nell’acquisizione del controllo esclusivo di Weather I da parte di VimpelCom”.

A seguito dell’operazione in esame VimpelCom acquisirà il controllo esclusivo di Weather I (OTH e WIND), con l’eccezione di Wind Hellas.
Più in dettaglio, Weather II cederà a VimpelCom le rispettive partecipazioni azionarie detenute in Weather I in cambio di un corrispettivo pecuniario e di azioni ordinarie di VimpelCom di nuova emissione, pari al 20% del capitale sociale e di azioni privilegiate VimpelCom di nuova emissione che, post-operazione, conferiranno il 30,6% dei diritti di voto di VimpelCom.

A seguito dell’operazione, pertanto, Weather II acquisirà il 20% del capitale sociale di VimpelCom, riducendo la partecipazione azionaria di Altimo al 31,4%e di Telenor al 31,7%, mentre il 17% rimarrà flottante.
L’operazione di concentrazione in esame sarà preceduta dallo spin-off del gruppo Wind Hellas che, di conseguenza, non costituisce oggetto dalla presente acquisizione.

L’operazione comunicata – si legge nel bollettino Antitrust – , in quanto comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di un’impresa, costituisce una concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/90.
Essa rientra nell’ambito di applicazione della legge n. 287/90, non ricorrendo le condizioni di cui all’articolo 1 del Regolamento CE n. 139/04, ed è soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’articolo 16, comma 1, della stessa legge, in quanto il fatturato totale realizzato nell’ultimo esercizio a livello nazionale dall’insieme delle imprese interessate è stato superiore a 472 milioni di euro“.

L’operazione comunicata interessa i seguenti mercati: i) il mercato dei servizi di telefonia fissa; ii) il mercato servizi di telefonia mobile; iii) il mercato dei servizi di trasmissione dati; iv) il mercato dei servizi di accesso a internet; v) il mercato della raccolta pubblicitaria on-line.

L’analisi dell’Autorità nei rispettivi cinque mercati però ha fatto sì che il tutto potesse ottenere il “via libera” in quanto – dopo lo stesso parere favorevole dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che rileva come “la concentrazione in esame non è suscettibile di determinare, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge n. 287/90, la costituzione di una posizione dominante sui mercati interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza” – la stessa Antitrust ha ritenuto, come AGCOM, che l’operazione in esame non determina assetti anticoncorrenziali. Pertanto l’AGCOM ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90.

Che Wind parli russo… 😉

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