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Wind All Inclusive Maxi, altolà dell’Antitrust: stop alla rimodulazione

di Valerio Longhi

L’Antitrust si muove ancora una volta a fermare le modifiche contrattuali dei gestori telefonici italiani: è la volta di Wind, che non potrà avviare la prevista rimodulazione di 5 opzioni tariffarie della famiglia All Inclusive. L’Authority, dopo aver analizzato le segnalazioni dei clienti, capitanati dall’associazione di consumatori Aduc, ha infatti disposto la sospensione provvisoria dell’applicazione delle nuove offerte All Inclusive “Maxi”.

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Wind vincolerebbe i clienti a una nuova offerta che comporta un pagamento supplementare rispetto alla remunerazione concordata nel contratto principale, senza averne richiesto preventivamente il consenso e obbligandoli ad attivarsi per rinunciare a questo servizio. AGCM ha tenuto conto anche dell’elevato grado di offensività della condotta, in ragione del numero di utenti coinvolti (oltre un milione).

Le valutazioni dell’Antitrust che hanno portato a tale decisione sono contenute nella delibera (disponibile integralmente online), di cui riportiamo di seguito un estratto.

MAXI si aggiunge a tutte le offerte ALL INCLUSIVE sopra indicate e si presenta come una nuova opzione, che consente al consumatore di integrare la propria offerta attualmente sottoscritta con 1 ulteriore gigabyte per la navigazione Internet al costo di 1 euro e 50 ogni 4 settimane. Wind, pertanto, non ha mantenuto inalterata, diversamente da quanto sostiene, l’offerta originariamente sottoscritta, limitandosi a potenziarla con 1 gigabyte, ma ha introdotto una nuova offerta rispetto a quella scelta ed utilizzata attualmente dai clienti senza richiedere preventivamente il loro consenso e obbligandoli ad attivarsi per rinunciare ad essa (opt-out).

Il fatto che si tratti di una nuova offerta aggiuntiva è confermato, tra l’altro, proprio dalla circostanza che Wind, con l’offerta MAXI trasforma un’opzione che era in opt in in un servizio aggiuntivo a cui il consumatore deve, se non lo desidera, rinunciare con l’opt out. Infatti, già attualmente è prevista la possibilità per i clienti Wind di integrare la propria offerta per utilizzare 1 gigabyte in più, scegliendo in modalità opt-in di attivare l’opzione +1 Giga al costo di 3 euro mensili, come illustrato nella specifica pagina web dell’operatore e dichiarato dal professionista nella sua memoria. La nuova offerta MAXI, viceversa, esclude tale opzione e comporta, a fronte del gibabyte in più un aumento di prezzo che il consumatore può evitare solo attivandosi.

In merito alla possibilità di recesso dall’opzione, mantenendo le condizioni contrattuali precedenti, si ritiene, come sostenuto nel precedente provvedimento dell’Autorità Vodafone Exclusive, che questa confermi la natura di opzione aggiuntiva di MAXI. Infatti, il rifiuto, da parte dei clienti, della modifica contrattuale, unilateralmente imposta, prevede in caso di rimodulazione come conseguenza solo l’inevitabile scioglimento del complessivo rapporto contrattuale, non anche la possibilità di rinunciare alla sola offerta aggiuntiva, mantenendo, comunque, il proprio precedente piano tariffario.

Ora Wind ha 7 giorni di tempo per confermare all’AGCM l’avvenuta applicazione di quanto richiesto dal provvedimento, con una relazione dettagliata che illustri le misure adottate per farlo, altrimenti rischierà l’emanazione di una sanzione pecuniaria commisurata all’entità della violazione.

Uno stop forzato, dunque, alle previste rimodulazioni, che avrebbero dovuto avviarsi a partire da domani, con i primi rinnovi delle offerte impattate successivi al 29 aprile 2016.

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