5G senza Huawei? L’allarme dal GSMA: “Potrebbe causare ritardi fino a 5 anni”

di Valerio Longhi

Mentre l’Italia non chiude ai fornitori cinesi per le infrastrutture delle nostre TLC, come ha riportato venerdì scorso il “Corriere delle Comunicazioni” non mancano le preoccupazioni per lo sviluppo delle future reti 5G.

Infatti, l’associazione dei gestori mobili sta creando una task force europea per definire test più severi sulla cybersicurezza delle reti ma chiede ai governi di non perdere il focus su competitività e innovazione. A rischio 500 miliardi di euro di investimenti.

Entro il 2025  sono previsti in Europa investimenti compresi tra 300 miliardi e 500 miliardi di euro da parte degli operatori nel roll-out del 5G; tale industria varrà il 4% del Pil del nostro continente.

L’integrità e sicurezza delle reti e la fiducia degli utenti sono fondamentali per proteggere questi investimenti e oggi che i politici europei (con l’Italia che è divisa sul punto, ndr) stanno considerando nuovi strumenti per garantire la cybersecurity, “chiediamo di non perdere di vista tutti gli importanti obiettivi strategici – sicurezza, concorrenza, innovazione, impatto sui consumatori. Ciò richiede un approccio basato sui fatti e sui rischi”, sottolinea la Gsma.

L’articolo completo su corrierecomunicazioni.it
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