5G, le TV locali chiedono indennizzi per liberare le frequenze

di Valerio Longhi

Le avvisaglie c’erano state già durante l’emergenza sanitaria quando per il futuro delle reti 5G italiane le Tv locali avevano fatto sapere che senza certezze sugli indennizzi ci sarebbero stati problemi nel rilasciare le frequenze necessarie al mondo della quinta generazionale mobile.

Il TAR del Lazio, intanto, ha dato ragione a questa visione sospendendo il primo rilascio delle frequenze da parte delle emittenti.

Il tribunale amministrativo, scrive Cnit in una nota pubblicata anche sul Corriere delle Comunicazioni, “ha sospeso lo spegnimento anticipato dei canali in Liguria, Lazio e Toscana delle frequenze perché non sono stati definiti i criteri per il riconoscimento degli indennizzi, i relativi importi e le relative modalità di pagamento in violazione della legge in materia e dell’articolo 97 della Costituzione”.

Inoltre per l’associazione, che raggruppa 82 tv locali e nazionali e radio, inoltre ha prodotto per il settore radiotelevisivo locale due articoli (n. 186 e n. 195) i cui effetti sono palesemente discriminatori visto che gli indennizzi sono per “soltanto poche realtà editoriali, peraltro le più forti, meno bisognose di aiuti: per il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari l’art. 186 del D.L. Rilancio non solo ha un valore dimezzato per radio e tv rispetto alla stampa (20mln rispetto ai 40), ma è stato esteso anche alle tv nazionali polverizzando la risorsa”.

Source Cor.Com.

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