Operatori di provenienza e indicazioni negli spot TV, interviene IAP nei confronti di Kena

di Valerio Longhi

“Il messaggio Kena Mobile non esplicita in modo chiaro che l’offerta al prezzo indicato è disponibile solo per chi proviene da un elenco ben preciso di operatori, dal quale risultano esclusi quelli più diffusi”, recita l’ingiuzione dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria nei confronti di TIM dello scorso 29 giugno.

L’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (IAP) è un’associazione riconosciuta che dal 1966 opera – recita Wikipedia – affinché la comunicazione commerciale sia onesta, veritiera e corretta” a tutela del pubblico dei consumatori e delle imprese.
Si tratta di un sistema di auto-regolamentazione dell’intero settore pubblicitario – imprese che investono, agenzie che la creano e mezzi che la diffondono – che si impegna a rispettare le norme contenute nel Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale.

Oggetto del provvedimento il Messaggio “70 giga, sms e minuti illimitati da 5,99€ al mese”: il Presidente del Comitato di Controllo visto il telecomunicato “Passa a Kena Mobile”, rilevato sulle reti Mediaset nel mese di giugno 2020 ritiene lo stesso manifestamente contrario all’art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.


Il telecomunicato invita i consumatori a passare all’operatore “Kena Mobile” promettendo “70 giga, sms e minuti illimitati da 5,99€ al mese”.

La comunicazione tuttavia non esplicita in modo chiaro che l’offerta al prezzo indicato è disponibile solo per chi proviene da un elenco ben preciso di operatori, dal quale risultano esclusi quelli più diffusi. Per chi migra infatti dai principali operatori del mercato infatti la tariffa prevista è sostanzialmente diversa di 13,99€ al mese. Si tratta pertanto di un’offerta riservata ad uno specifico pubblico, che tuttavia viene presentata come potenzialmente valida per tutti.

L’indicazione che il prezzo è a partire “da” a cui corrisponde un disclaimer in fondo allo schermo “L’offerta è soggetta a condizioni in base all’operatore di provenienza”, di scarsa visibilità, non sono elementi sufficientemente idonei a veicolare una comunicazione corretta e trasparente, costringendo il consumatore a cercare ulteriori informazioni, che possono in molti casi ridimensionare la perentorietà della promessa dello spot.

Source iap.it

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