Nuova idea da Londra: rendere “obbligatorio” il roaming nazionale tra gli operatori

di Andrea Trapani

L’idea non è del tutto nuova, in Francia esistono le “zones blanches” dove una rete neutra è andata a sopperire all’assenza di segnale dei gestori di telefonia mobile fornendo l’accesso a prescindere dal proprio operatore.

Nel Regno Unito nei giorni si è andati oltre. The British Infrastructure Group (BIG)composto da quasi 90 parlamentari, ha effettuato un’indagine sulle azioni con cui il governo britannico può migliorare la copertura mobile per i “milioni di clienti che ricevono un servizio inadeguato”, e ha esortato il legislatore a compiere una serie di riforme radicali.

In sintesi gli operatori britannici dovrebbero consentire ai consumatori di accedere al roaming reciproco tra reti diverse e dovrebbero essere imposte sanzioni ai gestori che non hanno una copertura adeguata.
L’idea, si legge nel rapporto, viene dal fatto che viene ritenuto “assurdo” (letteralmente “absurd”!) che i clienti nazionali siano bloccati sul segnale di un solo fornitore, mentre coloro che visitano il paese possono godere di una migliore copertura mobile grazie al servizio di roaming internazionale che permette di avere sempre l’operatore con il servizio migliore in ogni singolo punto del paese: “Il roaming nazionale fornirebbe una soluzione per eliminare gli attuali ‘non luoghi‘, consentendo ai consumatori di telefonia mobile di utilizzare operatori di telefonia mobile alternativi quando non ricevono il segnale dal loro fornitore principale“, evidenzia il rapporto.

Secondo i risultati della ricerca, in media, gli utenti mobili britannici possono accedere alla copertura LTE solo per il 53 per cento della giornata, mentre ben 17 milioni di clienti lamentano scarsa ricezione a casa.

Non solo: 525 aree registrano una copertura inesistente. Per queste aree, ricorda BIG, esiste un accordo firmato nel 2014 da parte degli operatori del Regno Unito con il governo per un investimento pari a 5 miliardi di £ affinché si possa migliorare la copertura mobile entro il 2017. Un accordo nato in un periodo in cui gli operatori mobili hanno rigettato il suggerimento di roaming nazionale reciproco, bollando il piano come “impraticabile e indesiderabile”.

Tuttavia, la pressione è ora in aumento scrive la stampa di settore, con movimenti come BIG che stanno sottolineando come gli operatori non riusciranno a raggiungere gli obiettivi fissati nel contratto da 5 miliardi di £. Quindi per rispettare il patto arriva questa nuova idea.

Roaming tra i vari gestori, seppur solo in carenza di segnale. Tanto banale quanto distruttiva dello status quo (e delle licenze nazionali, ndr).
I 90 parlamentari comunque sono battaglieri: “BIG sostiene che è il momento di risolvere il problema copertura mobile una volta per tutte“, hanno aggiunto.

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