L’utilizzo degli SMS rivela l’impatto del Covid-19 nei diversi settori

di Fabrizio Castagnotto

In base a quanto emerge da un sondaggio condotto da Skebby sui volumi di SMS inviati durante l’emergenza sanitaria, alcuni mercati come quelli dell’IT e della logistica non hanno registrato variazioni significative, mentre i maggiori impatti si sono verificati nei settori del travel, delle utilities e dei servizi finanziari.

Gli SMS, che nella sfera privata sono stati oggi quasi completamente sostituiti dalla messaggistica istantanea, continuano a ricoprire un ruolo importante nelle comunicazioni di tipo transazionale e per finalità di marketing in ambito business, dove i volumi di messaggi inviati sono particolarmente ingenti.

Per questo motivo i flussi di SMS possono essere considerati un termometro per misurare l’andamento di ciascun settore e l’impatto che sta avendo l’emergenza sanitaria. Per quanto i volumi si siano mantenuti molto elevati, secondo quanto emerge da un’indagine di Skebby, l’innovativa piattaforma che offre servizi professionali di mobile marketing & service, i differenti settori hanno reagito in modo diverso alla crisi legata al Covid-19.

Il sondaggio, che si è svolto tra il 22/09 e il 30/10/20 e ha coinvolto 1614 persone in Italia e altri paesi europei, mostra come le aziende IT e quelle che si occupano di software, così come il settore della logistica e trasporti, non abbiano sostanzialmente variato i quantitativi di messaggi inviati, che sono scesi in entrambi i casi meno del 13%, mentre nel settore dei viaggi e dell’hospitality, che utilizzano gli SMS prevalentemente per finalità marketing e invio informazioni di servizio, è il 22,7% ad aver diminuito il volume degli SMS.

Dai risultati dell’indagine si evince poi che si sono verificati incrementi anche molto consistenti nell’ambito della pubblica amministrazione e dell’istruzione, dove il volume è cresciuto ben del 52,22%, in particolare, per l’invio di informazioni di emergenza e di altra natura. Anche le realtà del settore della sanità hanno aumentato in modo significativo il flusso di SMS (+44,9%), in particolare, per spostare o confermare visite e per comunicare informazioni agli assistiti.

Le informazioni interessanti non mancano anche se si analizzano i dati in termini di volumi di messaggi per paese.


Se con l’emergenza sanitaria il 40 % delle realtà interpellate in Italia, tra aziende ed istituzioni, hanno comunicato di aver aumentato il numero di SMS, a fronte appena di un 11,9% che lo ha ridotto, la Germania spicca per essere il paese dove la situazione è rimasta più simile al periodo precedente con il 62,7% del campione che ha mantenuto invariata la quantità di SMS, mentre la Spagna si distingue per essere la nazione dove i volumi sono diminuiti ben del 20,3%.

“Le variazioni nei flussi di SMS, considerando che l’utilizzo di questo canale per le comunicazioni relative alla sfera privata è ormai giunto a livelli trascurabili, può essere ritenuto un indicatore sufficientemente attendibile per comprendere l’impatto dell’emergenza sanitaria nei diversi mercati”, ha dichiarato Francesca Quagliata, Digital Marketing Strategist di Skebby, che ha poi proseguito.

“Dall’analisi dei dati in nostro possesso si nota poi come l’utilizzo degli SMS con la pandemia sia effettivamente diminuito in alcuni ambiti o per determinate finalità, ma sia fortemente aumentato in altre situazioni, come, ad esempio, per inviare informazioni in emergenza, aggiornamenti di prenotazioni o altre comunicazioni di servizio, facendo registrare globalmente un incremento dei flussi degli SMS in tutti i paesi europei in esame”.

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