.Pagare il parcheggio dallo smartphone è diventato un’alternativa sempre più diffusa al pagamento con il classico parcometro. Le app dedicate consentono di gestire la sosta direttamente dal telefono, senza dover necessariamente disporre di monete o di carte di pagamento.
Ma l’utilizzo di app consente davvero di spendere meno? La risposta dipende dalle modalità di pagamento previste e dal servizio utilizzato. In alcuni casi, infatti, un’app per pagare il parcheggio consente di addebitare soltanto il tempo effettivo di permanenza, evitando di sostenere il costo di minuti non utilizzati.
Come funziona il pagamento del parcheggio dallo smartphone
Il funzionamento delle app per la sosta è semplice e intuitivo. Dopo aver parcheggiato, l’automobilista individua la zona in cui si trova, inserisce o conferma la targa del veicolo e indica la durata. Il pagamento viene effettuato tramite il metodo associato all’app.
Una delle differenze rispetto al pagamento tradizionale riguarda la gestione della durata. Alcuni servizi permettono infatti di prolungare la sosta direttamente dallo smartphone oppure di terminarla in anticipo, sempre che sia previsto dalle condizioni del parcheggio.
Quando l’app può far risparmiare
Il possibile risparmio nasce soprattutto quando il costo viene calcolato sulla base del tempo effettivo di sosta. Con alcuni servizi, infatti, l’automobilista può interromperla quando torna a prendere l’auto, evitando di pagare il periodo che aveva inizialmente previsto, ma che non ha utilizzato.
Un esempio è rappresentato dal servizio UnipolMove, che per le strisce blu consente di pagare in base ai minuti effettivi di sosta. Se, per esempio, si prevede di lasciare l’auto per due ore, ma si torna dopo un’ora e un quarto, la possibilità di terminare la sosta permette di evitare il pagamento del periodo restante.
Il vantaggio economico, quindi, non dipende semplicemente dall’utilizzo dello smartphone, ma dalla possibilità di adeguare il pagamento alla durata effettiva della permanenza.
Quando non c’è un vero risparmio
Non tutti i parcheggi funzionano però nello stesso modo. In presenza di una tariffa fissa, giornaliera o di modalità di pagamento che non prevedono il calcolo sulla durata effettiva, l’utilizzo di un’app non comporta necessariamente una spesa inferiore.
In questi casi il vantaggio può essere soprattutto pratico. Pagare dal telefono evita, per esempio, di dover cercare monete, raggiungere il parcometro o tornare al veicolo per modificare la durata.
È quindi importante verificare prima di utilizzare un servizio quali siano le condizioni applicate e come viene calcolato l’importo finale.
App e parcometro: cosa cambia
Il pagamento tramite smartphone non sostituisce necessariamente i sistemi tradizionali. In molte aree è ancora possibile utilizzare il parcometro, pagando secondo le modalità previste dal gestore.
La differenza principale riguarda quindi la gestione della sosta. Con il parcometro si acquista normalmente un determinato periodo di parcheggio; con alcune app, invece, è possibile modificare la durata direttamente dal telefono. Quest’ultima soluzione può risultare particolarmente utile quando non si conosce con precisione quanto tempo si resterà in una determinata zona.
Attenzione a commissioni e condizioni
Prima di scegliere un’app è opportuno controllare anche eventuali costi aggiuntivi. Alcuni servizi possono prevedere commissioni o condizioni specifiche, mentre disponibilità e modalità di pagamento possono cambiare a seconda del Comune, della zona e del gestore del parcheggio.
Per capire se esiste davvero un risparmio bisogna quindi considerare l’intero costo della sosta e non soltanto la tariffa oraria.
In definitiva, il vantaggio delle app può essere economico, ma soprattutto quando consentono di pagare il tempo effettivamente utilizzato. In altri casi, il beneficio principale resta la possibilità di gestire il parcheggio in modo più semplice e flessibile.

