Vetto: la montagna si ripopola grazie alla fibra ottica

di Redazione

1.700 unità immobiliari connesse in fibra ottica FTTH per contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni. “Ecco come ci siamo riusciti”, racconta Open Fiber.

“Io credo che la fibra ottica per la comunità sia una grande opportunità, specialmente per i giovani, perché speriamo che possano vivere in Appennino e lavorare in Appennino”. A parlare è un casaro di Vetto, piccolissimo comune in provincia di Reggio Emilia, che ci accoglie orgoglioso nella sua bottega dove file su file di autentico Parmigiano Reggiano sono esposte per gli avventori.

Verrebbe da pensare che la lavorazione dei formaggi abbia poco da spartire con la velocità di connessione internet, e invece i vantaggi della banda ultra larga sono evidenti soprattutto in luoghi come questo. Telemedicina, smart working, servizio pubblico digitalizzato e la possibilità di comunicare e farsi conoscere dappertutto sono i pilastri su cui puntare per combattere lo spopolamento dei piccoli comuni.

Un progetto di ripopolamento che viaggia a 1 Gbps

La grande autostrada digitale della fibra FTTH ha raggiunto le 1700 unità immobiliari del borgo, che finalmente si è unito alla comunità digitale globale, pronto a coglierne le opportunità e le sfide. Privati e attività commerciali adesso viaggiano a 1 Gbps, un traguardo notevole per una cittadina che negli ultimi quarant’anni ha praticamente visto dimezzata la sua popolazione. Nel mirino, come sempre, il digital divide e le prospettive di carriera che attirano gli abitanti altrove. Questa terra di confine, saldamente ancorata al suo Appennino a cavallo tra le province di Parma e Reggio Emilia, sembrerebbe un paradiso di natura e tranquillità, eppure sono poche le famiglie che scelgono di restare.

Almeno fino a qualche settimana fa. Ma cosa vuol dire navigare a 1 Gbps in un luogo di natura e tradizione come questo? Vuol dire ricominciare a sperare che le strade storiche e i paesaggi da favola non diventino in futuro quelli di una città fantasma. O, per dirla con le parole del sindaco Fabio Ruffini: “Il comune di Vetto, come purtroppo la maggior parte dei comuni montani, ha vissuto e sta ancora vivendo uno spopolamento continuo. Abbiamo una bassa natalità, una popolazione molto anziana, e molti giovani tendono ad abbandonare i nostri territori per trovare opportunità di lavoro e migliori condizioni di vita. Per fortuna quest’ultimo fenomeno sembra essersi un po’ arrestato negli ultimi anni. Con i nuovi servizi e con la banda ultra larga, speriamo di poter creare i presupposti per fermare i giovani e, anzi, far tornare le famiglie a vivere nei nostri territori e nei nostri luoghi”.

Il 60% del tracciato è stato riqualificato da infrastrutture preesistenti


L’infrastruttura che ha connesso Vetto in FTTH è stata realizzata all’interno di un progetto di sviluppo per l’Emilia Romagna che ha visto un investimento di 255 milioni di euro. Un’impresa ambiziosa per la quale abbiamo puntato soprattutto sulla riqualificazione delle infrastrutture esistenti, in modo da non intaccare la ricchezza del territorio. Dei circa 45 km di infrastruttura, ben il 60% è stato realizzato utilizzando i tracciati già presenti.

Un vero e proprio asset strategico per la crescita del territorio urbano, che permetterà a lavoratori, imprenditori e studenti di essere sempre al passo con i loro colleghi che vivono in aree più popolate.

Un vantaggio evidente soprattutto in era Covid.  Col tempo anche questo piccolo comune potrebbe trasformarsi in una smart city, con i suoi servizi di mobilità sostenibile e monitoraggio ambientale, per i quali la presenza della banda ultra larga è il requisito fondamentale.

Una collaborazione che ha dato grandi frutti

“Ma c’è ancora dell’altro. Questa piccola cittadina si è accesa grazie all’incessante lavoro della nostra squadra… e non solo!”, ricorda OF. È stata una vera e propria sinergia tra il Comune di Vetto, la RegioneLepidaUnione Comuni dell’Appennino e altri Enti ad averci permesso di riuscire nell’impresa. Una collaborazione riconosciuta anche da Fabio Ruffini, che ne parla con grande orgoglio:

“Si tratta di un servizio essenziale e importantissimo per lo sviluppo del nostro territorio e delle nostre attività. L’utilizzo di infrastrutture già esistenti ha limitato l’impatto sul territorio: seguendo i tracciati esistenti, le nuove lavorazioni sono state ridotte al minimo. Abbiamo superato insieme anche alcune problematiche e alcune criticità. Ritengo che sia stato fatto un lavoro di squadra molto buono, che ha portato degli ottimi risultati”.

“E noi non potremmo essere più d’accordo. I lavori per cablare i comuni delle aree bianche continuano”, conclude la bella storia di OF.

Source openfiber.it

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