Rete unica, ripartire dalla “montagna in rete” per colmare i divari digitali

di Redazione

“Per comporre la ‘rete unica‘ sono certo che Tim e Cdp, con AccessCo, partiranno da quanto Uncem ha più volte affermato e concentrato nel dossier ‘La Montagna in rete’, scaricabile anche su Mondo3.

E cioé prenderanno atto che il divario digitale si vince se vediamo congiunti, insieme e non separati, i problemi relativi alle reti fisse, alla telefonia mobile, alla tv che non si vede. I dati che da dieci anni Uncem descrive rispetto al digital divide sono allarmanti.
Ma gli investimenti delle imprese e dello Stato permetteranno di azzerare quei numeri che ad esempio oggi vedono 1.200 Comuni senza segnale per mandare messaggi o telefonare.


E cinque milioni di italiani che hanno difficoltà a vedere i canali tv sul digitale terrestre. Non si facciano gli errori del Piano Banda ultralarga. Ci avevamo creduto. Ci abbiamo messo la faccia.
Ma il Piano è in ritardo di due anni e ora va totalmente rivisto.
Con la fibra ottica che deve arrivare in tutte le case, dei borghi e delle aree montane, senza se e senza ma.

Il dossier Uncem offre spunti di lavoro anche rispetto all’internet delle cose e ai servizi, come abbiamo già condiviso con il Ministro Pisano.

L‘Agenda digitale per le Aree montane è imprescindibile, non senza adeguate infrastrutture.

Antenne su Monte Secchieta (Toscana)

Antenne su Monte Secchieta (Toscana)

Ripartiamo con il piede giusto”. Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem.

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