Maximulta per Swisscom che, a sua volta, contesta la COMCO

di Andrea Trapani

Momento travagliato per le TLC elvetiche a seguito della multa ingente che Swisscom ha ricevuto per le pratiche di rivendita dei propri pacchetti ADSL.

SwisscomUna storia convulsa che lo stesso gestore ha cercato di riassumere. La Commissione della concorrenza svizzera ritiene che Swisscom detenga una posizione dominante sul mercato della banda larga e che sino alla fine del 2007 abbia applicato prezzi troppo elevati per offerte di prestazioni preliminari DSL (Broadband Connectivity Service, abbreviato BBCS). La COMCO rimprovera a Swisscom di aver garantito un margine troppo esiguo fra i prezzi delle sue prestazioni preliminari BBCS e quelli pagati dai clienti finali per le offerte a banda larga DSL, impendendo così ai suoi concorrenti di operare con profitto nel settore DSL. Swisscom avrebbe di conseguenza ostacolato la concorrenza in violazione del diritto sui cartelli. Considerati suddetti addebiti, la Commissione della concorrenza ha comminato a Swisscom una multa di 219 milioni di CHF – una decisione che aderisce in ampia misura alle raccomandazioni formulate dalla Segreteria della COMCO il 12 novembre 2008.

Swisscom, dal canto suo, respinge gli addebiti e considera ingiustificata la sanzione per i seguenti motivi principali:

  • A livello infrastrutturale vi è in Svizzera un’intensa libera concorrenza fra le varie reti via cavo, quelle mobili d’ultimissima generazione e le future reti in fibra ottica. Oltre l’80% delle economie domestiche sul territorio elvetico può scegliere fra Internet via cavo e ADSL. Stando all’OCSE ciò corrisponde a un grado di copertura del mercato nazionale che colloca la Svizzera al quarto posto su scala mondiale. L’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha inoltre accertato che i prezzi della banda larga per un utilizzo di media intensità sono diminuiti di oltre un terzo fra il 2001 e il 2008. La liberalizzazione dell’ultimo miglio introdotta nell’aprile del 2007 ha contribuito a intensificare ulteriormente la concorrenza.
  • Swisscom ha dimostrato di sapere gestire in modo redditizio il settore DSL per clienti finali, ragion per cui è ingiustificato parlare di margine troppo esiguo. Swisscom migliora costantemente la sua offerta di prestazioni preliminari in termini sia di prezzi che di larghezze di banda disponibili, rendendo possibile l’applicazione di prezzi competitivi anche rispetto alle offerte basate sulle reti via cavo. E con successo: una ventina di concorrenti fornisce a circa 400’000 propri clienti servizi a banda larga facendo capo alla rete di Swisscom.
  • Nel quadro del procedimento relativo ai prezzi di terminazione nella telefonia mobile, Swisscom ha contestato la facoltà della COMCO di comminare multe. Poiché tale quesito di massima è ancora pendente dinanzi all’istanza di grado superiore, ovvero il Tribunale amministrativo federale, Swisscom aveva chiesto alla COMCO di sospendere il procedimento riguardante i prezzi della banda larga. Swisscom è quindi sorpresa che la COMCO non abbia atteso l’imminente decisione del Tribunale amministrativo federale su una questione di fondo e abbia imposto un’ulteriore sanzione a Swisscom malgrado una situazione giuridicamente non ancora chiara.

Considerato quanto sopra, Swisscom dichiara di vedersi costretta ad adire il Tribunale amministrativo federale anche in merito alla seconda fattispecie. Ritenendo intatte le sue possibilità di vincere la causa, l’azienda rinuncia, in base a sue attuali stime, a procedere a corrispondenti accantonamenti.

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