Studio James: aumenta internet mobile tra i giovani che però non dimuinuiscono le attività outdoor

di Andrea Trapani

Il secondo studio JAMES svolto da Swisscom e dalla ZHAW mostra che i giovani usano in misura crescente Internet mobile, puntano molto sugli smartphone e fruiscono simultaneamente di vari media su differenti apparecchi.

Dal sondaggio emerge inoltre che, malgrado la maggiore offerta mediale, essi amano incontrare gli amici, praticare sport e fare musica.

La ZHAW, l’Università di Scienze Applicate di Zurigo, ha svolto dietro incarico di Swisscom il secondo sondaggio, dopo quello del 2010, fra più di 1’000 giovani d’età compresa fra i 12 e 19 anni per conoscere le loro abitudini nell’utilizzo dei media e nell’impiego del tempo libero.

Il questionario ha posto fra l’altro domande su come trascorrono la vita di tutti i giorni, quali media utilizzano e come comunicano. La seconda edizione dello studio non permette ancora di trarre conclusioni su sviluppi a lungo termine, ma consente comunque d’individuare determinate tendenze e cambiamenti in atto. Evidenzia ad esempio che i giovani usano sempre più l’Internet in mobilità – la percentuale di smartphone è quasi raddoppiata nell’arco di due anni raggiungendo l’80 per cento. Due terzi degli interpellati affermano di navigare in Internet con lo smartphone ogni giorno o più volte alla settimana (2010: 16 per cento).

Generazione «Second Screen» – uso parallelo di diversi media Dal sondaggio di quest’anno emerge inoltre che spesso i giovani fruiscono simultaneamente di diversi media. Ascoltano musica mentre inviano un messaggio, guardano un video su YouTube oppure interagiscono tramite Facebook. Quasi la metà dichiara di navigare regolarmente in Internet guardando nel contempo la televisione. Il 59 per cento telefona e scrive SMS mentre guarda programmi televisivi.

Stando allo studio JAMES, va crescendo la consapevolezza della necessità di proteggere i propri dati nelle reti sociali. L’84 per cento dei relativi utenti sostiene di tutelare attivamente il proprio profilo limitando gli accessi. Nel 2010 solo il 57 per cento affermava di permettere la condivisione dei propri dati esclusivamente a una cerchia ristretta di persone.

Malgrado l’aumento dell’offerta mediale, non si riscontrano grandi cambiamenti nell’impiego del tempo libero Lo studio, svolto sotto la direzione del Prof. Dr. Daniel Süss e di Gregor Waller M.Sc., non si limita tuttavia ad analizzare l’atteggiamento dei giovani nei confronti dei media, ma anche le loro abitudini nell’impiego del tempo libero in generale. Si osserva così che la crescente offerta di nuovi media e il moltiplicarsi delle possibili alternative nelle modalità d’accesso non hanno praticamente alcuna incidenza sull’impiego del tempo libero fra i giovani intervistati. Anche quest’anno il 79 per cento (2010: 80 per cento) dichiara d’incontrare regolarmente gli amici, di fare musica (32 per cento; quota invariata dal 2010) o di svolgere attività insieme alla famiglia (20 per cento; nel 2010 il 16 per cento).

Lo studio sarà ora analizzato nei dettagli per valutare anche le tendenze regionali e sarà disponibile integralmente all’inizio del 2013.

 

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