Il 5G in Canton Ticino, gli obiettivi di copertura e i programmi di sviluppo Swisscom in anteprima su Mondo3

di Andrea Trapani

La scorsa settimana, il 31 maggio, Swisscom ha ufficialmente inaugurato la prima antenna 5G del Canton Ticino a Locarno.

L’installazione si trova su un luogo legato all’operatore, ovvero sul tetto della sede dell’operatore telefonico in via alla Morettina.
Abbiamo approfittato dell’evento per farci spiegare – da una realtà vicina a quella italiana come la Svizzera – le procedure e le attese che si porta dietro una simile installazione.

A rispondere Ivana Sambo, Corporate Affairs and Delegate Public Affairs & Media Region South per Swisscom.

La prima domanda è d’obbligo: quanto tempo ha richiesto, tecnicamente, l’installazione della prima antenna 5G (inteso dal momento della richiesta alla reale attivazione)? In Ticino, al contrario di quasi tutti i Cantoni svizzeri dove la sostituzione delle antenne esistenti, senza l’aumento dei valori di immissione, può avvenire attraverso una procedura snella chiamata “bagatella”, ogni cambiamento al sito d’antenna obbliga l’operatore a dover depositare una domanda di costruzione in piena regola.
In questo caso la procedura è stata abbastanza celere impiegandoci solo 8 mesi dall’inoltro del dossier, alla sua approvazione fino alla realizzazione fisica con la relativa accensione.

Quali sono gli obiettivi di copertura 5G per Swisscom in Ticino? “Dopo la prima antenna 5G, che abbiamo attivato da poco a Locarno entreranno in servizio entro fine giugno 2 impianti a Lugano. I due impianti sono già esistenti e saranno ampliati con antenne 5G: uno nella zona del Pian Scairolo (zona IKEA) e l’altro in zona centrale, sopra lo stabile dell’università. Mentre entro la fine dell’anno dovremmo avere in servizio circa 16 siti, anche in questo caso saranno siti già esistenti o nuovi. Per i 16 siti menzionati abbiamo i permessi necessari per procedere. E, quindi, rintrono nel piano strategico di Swisscom.
Infatti,
aggiudicandoci la concessione della Commissione delle comunicazioni (ComCom), ci siamo garantiti il diritto di sfruttare le nuove frequenze per quindici anni a decorrere dal 17 aprile 2019. La condizione principale imposta dalla Confederazione è una copertura del 50% della popolazione entro il 2024. Mentre i nostri piani prevedono una copertura superiore al 90 percento già a fine 2019″.

In Svizzera, abbiamo visto, ci sono molti timori per questa tecnologia, come rassicurare gli utenti?
“E’ senz’altro importante una buona campagna informativa e spiegare, ogni qual volte che ne abbiamo la possibilità, che il 5G opera sugli stessi spettri di frequenza delle tecnologie precedenti. Cioè, le stesse frequenze usate in passato per le trasmissioni TV, tipo gare ciclistiche, gare da sci ect. e di cui ce ne avvaliamo da oltre 25 anni. Ne consegue che i risultati dei tanti studi condotti sui vari segnali sono validi anche per il 5G. Gli studi a nostra disposizione sono pertanto validi perché l’effetto sull’organismo è lo stesso.
In merito all’effetto di segnali su queste frequenze sono stati pubblicati migliaia di studi (vedi ad esempio www.emf-portal.org). Per la valutazione di tali studi facciamo riferimento alle autorità competenti come l’Organizzazione mondiale della sanità OMS nonché all’Ufficio federale dell’ambiente UFAM, secondo le quali i valori limite in vigore proteggono l’uomo e l’ambiente da possibili effetti negativi. La maggior parte dei paesi segue le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità OMS. La Svizzera, invece, si è dotata di valori limite preventivi dieci volte più rigidi rispetto alla maggior parte dei paesi UE. Del resto, non va dimenticato che viviamo circondati da campi elettromagnetici, tipo i piani cottura a induzione, forni a microonde, il cellulare stesso, che spesso portiamo in tasca.”

Un’ultima domanda riguarda un argomento di continuo interesse per i nostri lettori.
Il Ticino è terra di confine, avete già pensato a soluzioni per evitare interferenze con il futuro segnale proveniente dall’Italia? “Sulla banda di frequenze a 3.5 GHz, messa in servizio a Locarno, Swisscom possiede una larghezza di banda pari a 120MHz ( dall’asta avvenuta a febbraio 2019); trattandosi di una tecnologia di accesso di tipo TDD, questa richiede una sincronizzazione tra gli operatori svizzeri stessi al fine di poter approfittare appieno della larghezza di banda a disposizione. Colloqui sono tutt’ora in corso per trovare un compromesso ottimale per tutti.

Per quanto riguarda la coesistenza con i segnali provenienti dagli operatori italiani, al momento vengono coordinate unicamente le “identità di cella” (Physical Cell Identity, PCI). Eventuali soluzioni saranno da ricercare quando il rollout della rete si spingerà verso zone vicine alla frontiera.”