Definita l’intesa preliminare per condividere la rete di accesso mobile. L’obiettivo è coprire i comuni sotto i 35.000 abitanti con 15.500 siti entro il 2028.
Una nuova importante alleanza industriale si profila all’orizzonte delle telecomunicazioni italiane. TIM e la nuova entità Fastweb+Vodafone hanno annunciato oggi, 7 gennaio 2026, di aver definito un accordo preliminare per avviare una cooperazione basata sul modello del RAN Sharing.
L’obiettivo dichiarato è accelerare lo sviluppo delle reti di accesso mobile e l’espansione del 5G in Italia, puntando a una maggiore efficienza delle infrastrutture esistenti. La firma del contratto definitivo è prevista entro il secondo trimestre del 2026.
I dettagli dell’accordo: focus sulle aree a bassa densità
Secondo quanto emerso, l’intesa non coprirà l’intero territorio nazionale, ma avrà un perimetro ben definito. L’accordo riguarda infatti la copertura 5G nei comuni con meno di 35.000 abitanti.
Il piano industriale è ambizioso e prevede una ripartizione equa dei compiti:
- Ciascun operatore sarà responsabile dello sviluppo della rete in 10 regioni.
- L’obiettivo è realizzare circa 500 siti condivisi entro la fine del 2028.
- Nelle aree interessate, ogni operatore potrà utilizzare l’infrastruttura di accesso radio-mobile dell’altro, evitando inutili duplicazioni di antenne e torri.
Un approccio simile era già stato esplorato in passato nel mercato italiano, come testimoniato dalle storiche partnership tra TIM e Vodafone per la condivisione infrastrutturale, ma questa nuova intesa segna un passo ulteriore verso l’ottimizzazione delle risorse nell’era del 5G avanzato.
Cos’è il RAN Sharing?
Per comprendere appieno la portata di questo accordo, è utile chiarire il concetto tecnico alla base. Il RAN (Radio Access Network) Sharing è una modalità di condivisione delle infrastrutture di rete mobile che permette agli operatori di ottimizzare i costi senza rinunciare alla qualità del servizio.
In parole semplici, invece di costruire due torri separate o installare doppi apparati radio per coprire la stessa zona, gli operatori condividono la parte “fisica” e “radio” dell’accesso (antenne, stazioni base). Questo permette di coprire vaste aree geografiche con costi dimezzati e tempi ridotti, una strategia cruciale per portare la banda ultralarga anche nelle zone più difficili da raggiungere.
Tuttavia, come specificato nell’accordo tra TIM e Fastweb+Vodafone, questa condivisione non intacca l’autonomia commerciale: le aziende mantengono la propria indipendenza tecnologica e la gestione separata dei clienti. Questo modello è già ampiamente adottato in altri paesi dell’Unione Europea. Per approfondire come le performance delle reti mobili stiano evolvendo in Italia, potete consultare i nostri report sulle analisi di copertura e velocità 5G.
I benefici per utenti e mercato
Questa operazione, soggetta al vaglio del MIMIT, dell’AGCM e dell’AGCom, promette di portare connettività ad alte prestazioni proprio in quelle aree a bassa densità spesso trascurate o “poco servite”.
I vantaggi principali includono:
- Migliore inclusione digitale per famiglie e imprese nelle aree periferiche.
- Ridotto impatto ambientale grazie alla diminuzione del numero di infrastrutture fisiche necessarie.
- Risorse liberate per nuovi investimenti, grazie alla riduzione dei costi di implementazione (CAPEX e OPEX).
L’iniziativa si inserisce pienamente negli obiettivi del Decennio digitale europeo, sostenendo la trasformazione digitale del Paese.

