Il mercato delle telecomunicazioni italiano potrebbe essere alla vigilia di un nuovo, importante riassetto. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera in edicola oggi, infatti, si starebbero intensificando le valutazioni su una possibile operazione straordinaria che vede protagoniste due realtà storiche del Paese: Poste Italiane e TIM.
È doveroso sottolineare che, al momento, ci muoviamo nel campo delle indiscrezioni e delle ipotesi di lavoro, senza che vi siano ancora conferme ufficiali da parte delle aziende coinvolte. Tuttavia, lo scenario delineato dalla stampa finanziaria merita un’analisi attenta.
L’ipotesi: PosteMobile verso TIM
Il cuore delle indiscrezioni riguarda il ramo telefonico di Poste Italiane. Secondo la ricostruzione del Corriere, il management delle due società avrebbe aperto un “cantiere” per valutare il conferimento diretto di PosteMobile all’interno di TIM.
Non si tratterebbe, dunque, di un semplice rinnovo degli accordi di rete (ricordiamo che PosteMobile opera già come Full MVNO su rete TIM), ma di una vera e propria operazione societaria. L’obiettivo industriale sembrerebbe chiaro:
- Consolidare la base clienti di TIM annettendo uno dei principali operatori virtuali del mercato.
- Permettere a Poste di valorizzare il proprio asset TLC all’interno di una strategia di più ampio respiro.
La reazione del mercato e le sinergie
Queste voci non sono passate inosservate a Piazza Affari. Come evidenziato anche da Il Sole 24 Ore, il mercato sta ragionando attivamente sulle possibili sinergie tra i due gruppi in vista dei nuovi piani industriali.
L’integrazione potrebbe generare valore non solo in termini di utenze, ma anche di razionalizzazione dei costi e di convergenza dei servizi, un tema sempre più centrale nelle strategie delle Telco europee.
Il nodo delle azioni e l’assemblea di fine gennaio
A rendere il quadro ancora più interessante c’è una questione prettamente finanziaria e temporale. A breve, infatti, si terrà l’assemblea degli azionisti di TIM (convocata per fine gennaio 2026) chiamata a votare su un punto cruciale: la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.
Questa operazione, come riportato da fonti finanziarie, comporterebbe una modifica degli equilibri nell’azionariato. La conversione, infatti, porterebbe fisiologicamente alla diluizione della quota attualmente detenuta da Poste Italiane in TIM.
In questo contesto, il conferimento di PosteMobile potrebbe assumere un significato strategico duplice:
- Un’operazione industriale per rafforzare il business.
- Una leva finanziaria per permettere a Poste di mantenere o incrementare il proprio peso specifico all’interno dell’azionariato TIM, compensando l’effetto diluitivo della conversione azionaria.
Conclusioni
Al momento, ribadiamo, si tratta di scenari e valutazioni in corso. Non vi sono certezze sul fatto che tale conferimento andrà in porto né sulle modalità specifiche. Sarà necessario attendere le prossime settimane, e in particolare l’esito dell’assemblea degli azionisti, per capire se queste indiscrezioni si trasformeranno in un progetto concreto.

