AGCOM, il tethering a pagamento è una limitazione alla libertà: diffidata Vodafone

di Valerio Longhi

Una delle novità dell’offerta commerciale Vodafone disponibile dallo scorso 25 marzo è la disponibilità, senza costi aggiuntivi, del servizio di mobile hotspot per tutte le tariffe a pacchetto comprendenti bundle sia di traffico voce che dati.

Un cambio di rotta decisamente benvenuto, ma che potrebbe non essere un’iniziativa del tutto spontanea da parte del gestore.

Proprio in concomitanza con la partenza del canvass di primavera 2018 Vodafone, infatti, arriva la pubblicazione da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni di una delibera (68-18-CONS) che riguarda proprio tale modalità di condivisione del traffico internet.

Sotto accusa la pratica di Vodafone, adottata solo in Italia, di distinguere il traffico da smartphone e quello delle applicazioni di mobile hotspottethering tramite l’utilizzo di punti di accesso (APN) distinti, configurati automaticamente tramite installazione di profili (precaricati o con aggiornamenti OTA da remoto) sui dispositivi utilizzati dai propri clienti e ai quali viene applicata una tariffazione ben distinta.

Per chi ha un piano o un’opzione che comprende diverse tipologie di traffico (voce, SMS, dati) l’accesso all’APN dedicato al tethering ha sempre un costo aggiuntivo, una tantum (con il pagamento di 1,90 Euro al mese per l’opzione Vodafone Exclusive) oppure giornaliero (con la tariffa base di 6 Euro per un massimo di 5 GB).

Ed è questa richiesta di un esborso aggiuntivo a creare, sottolinea AGCOM, una discriminazione che viola il Regolamento UE n. 2015/2120, con particolare riferimento ai commi (1) e (2) dell’Art. 3, dove è tutelata la “salvaguardia dell’accesso a un’Internet aperta“. Viene limitata, secondo l’Autorità, la libertà di accesso alla Rete, che deve poter essere esercitata utilizzando “apparecchiature terminali di loro scelta, indipendentemente dalla sede dell’utente finale o del fornitore o dalla localizzazione, dall’origine o dalla destinazione delle informazioni, dei contenuti, delle applicazioni o del servizio” e che non deve essere limitata da pratiche commerciali del gestore.

Al momento Vodafone ha recepito l’indicazione rendendo disponibile a tutti i nuovi clienti la funzionalità di tethering e mobile hotspot senza costi aggiuntivi, seppur controbilanciandola con l’eliminazione di altre componenti dei pacchetti non regolamentate (ad esempio gli SMS). Non sappiamo ancora come intenderà procedere per quanto riguarda i piani e le opzioni attivate prima del 25 marzo scorso, ma una soluzione dovrà essere adottata prima che siano trascorsi 30 giorni dalla notifica della diffida da parte di AGCOM.

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