Licenziamenti BT Italia: l’azienda va avanti, i Sindacati non ci stanno

di Redazione

Un comunicato sindacale unitario informa sugli ultimi sviluppi della situazione occupazionale in casa Bt Italia.
Ieri ,11 luglio 2017, presso Unindustria di Roma, – si legge nella nota – si è svolto il primo incontro sulle procedure di licenziamento, aperte da BT Italia.
L’Azienda nel dare seguito al piano industriale annunciato il 27 Giugno, ha ribadito il carattere strutturale degli esuberi come unica soluzione possibile per il rilancio dell’azienda.
Le Segreterie Sindacali unitamente alle RSU, hanno respinto l’idea, che per rilanciare BT Italia, si debba passare per i licenziamenti coatti .
Le OO.SS. hanno fatto rilevare che, le dimensioni della crisi, la quantità degli esuberi e la distribuzione pervasiva in tutti i settori dell’azienda, dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, le responsabilità di questi anni, del management, responsabilità che non possono ricadere sulle spalle dei lavoratori.
Proprio per le caratteristiche della crisi, è necessario un colpo d’ala,uno sforzo comune,che rimetta BT Italia, al centro del business e lo si può fare,non contro , ma insieme ai lavoratori.

C’è un problema di costi? Bene siamo pronti ad affrontarli. C’è un problema di skill professionali? Bene, abbiamo un alto livello di scolarizzazione, abbiamo i fondi interaziendali, non è fantascienza pensare a riqualificazione e/o aggiornamento professionale. Infine la delegazione sindacale ha manifestato la propria a desione ad ipotesi di incentivo per mobilità volontaria insieme ad altri strumenti comunque conservativi dell’occupazione.

Queste sono le posizioni. Queste sono le nostre proposte .
Proposte che non nascondono la crisi, ma la affrontano con un insieme di soluzioni, che rispondono secondo noi, ai requisiti del piano industriale. Su queste proposte,chiamiamo tutti i lavoratori ad un confronto nelle assemblee, consapevoli di essere pronti , ad iniziative di protesta sindacale, che decideremo insieme“, si conclude il comunicato firmato dai tre sindacati del settore (SLC CGIL -FISTEL CISL – UILCOM UIL)
[immagine d’archivio]
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