Roam Like At Home… o quasi: ecco a quali limitazioni fare attenzione

di Fabrizio Castagnotto

Ieri abbiamo cercato di riassumere e di semplificare il più possibile la nuova normativa sul roaming internazionale in vigore da oggi, 15 giugno 2017, in tutta l’Unione Europea.

Come anticipato nell’articolo, l’applicazione dei Regolamenti UE è automatica e vale per tutti i gestori di telefonia mobile che operano all’interno dell’Unione. Chi viaggia, per lavoro o per diletto, in un altro degli Stati membri deve poter usufruire del proprio piano tariffario e delle eventuali opzioni sottoscritte come se si trovasse a casa propria.

Alcune limitazioni però esistono, e sono previste dalla medesima legislazione. Se – in linea generale – è previsto che esse non debbano precludere la possibilità di comunicare con tranquillità anche all’estero, la loro applicazione rischia di essere non del tutto chiara per il cliente.

Proprio per fare un po’ di chiarezza, abbiamo deciso di riepilogare quali sono eventuali limiti e vincoli attualmente applicati dai principali operatori di telefonia mobile italiani.

Iniziamo con una regola generale, e cioè quella che il roaming rimane una condizione straordinaria, che non può protrarsi indefinitamente: tutti i gestori infatti si sono premurati di comunicare, con informative presenti anche sui propri siti web, che si riservano il diritto – previsto dai Regolamenti – di monitorare l’utilizzo domestico ed oltre confine e di applicare legittimi sovrapprezzi nel caso in cui la linea telefonica venga utilizzata prevalentemente all’estero nell’arco di 4 mesi.

Come anticipato, dunque, estrema tranquillità per il cliente che risiede in Italia e si reca saltuariamente in un altro Paese dell’UE: nessun timore di dover pagare qualcosa a meno che la propria permanenza all’estero non superi quella in patria. Allo stesso modo, i transfrontalieri che ogni giorno utilizzano il cellulare sia in Italia che all’estero, non avranno sorprese (ricordando sempre che la legge riguarda l’Unione Europea, di cui la Svizzera – nostro Paese vicino – non fa parte).

E allora è tutto come in Italia? Possiamo chiamare, messaggiare e navigare come se fossimo a casa?

Ci piacerebbe che la risposta a questa domanda fosse un pieno, ma dobbiamo fare alcune distinzioni.

La prima, che riguarda una minoranza, è quella che riguarda la facoltà dei singoli gestori di richiedere una deroga – della durata di 12 mesi – dall’applicazione del Roam Like @ Home, per motivazioni di carattere economico. È quello che sembra essere il caso di FASTWEB MOBILE, che non permetterà di utilizzare tutto il proprio bundle in roaming, ma solamente fino ad un massimo di 500 minuti e 1 GB. Ciò non sorprende più di tanto, perché sono proprio i gestori virtuali (MVNO) quelli che – per il loro modello di business – rischiano di subire contraccolpi negativi, almeno fino a quando i costi del traffico all’ingrosso non scenderanno decisamente.

La seconda distinzione riguarda il tipo di traffico di cui vogliamo usufruire: per quanto riguarda chiamate voce ed SMS, tutti (a parte chi opera in deroga) sono obbligati a non porre alcun tetto massimo: eventuali pacchetti comprendenti traffico verso tutti diventano ora validi anche in roaming all’interno della UE, anche quelli illimitati. Le cose si possono iniziare a complicare quando iniziamo a parlare di traffico dati.

Per salvaguardare gli operatori ma permettere comunque ai clienti di navigare anche al di fuori dei confini nazionali sono stati previsti dei limiti minimi, legati al prezzo all’ingrosso della componente dati. Ed è qui che entra in gioco la famigerata formula matematica per calcolare qual è il minimo di megabyte o gigabyte a cui si ha diritto, rispetto al canone corrisposto al nostro operatore.

Fermo restando che ogni volta che ci rechiamo in un altro Paese UE ci dovrà essere comunicato esplicitamente ogni eventuale limite applicato rispetto alla nostra tariffa e alle eventuali opzioni sottoscritte, ad oggi solo un gestore risulta applicare pedissequamente questa limitazione: si tratta di Vodafone Italia.

Tabella Giga disponibili in UE per Ricaricabili voce Vodafone Italia - 15 giugno 2016MONDO3 SU TELEGRAM | MONDO3 SU FACEBOOK

Brutte notizie, dunque, per chi ha approfittato di una delle tante offerte speciali messe in commercio negli ultimi anni dal gestore: meno costa il proprio pacchetto, infatti, e meno GB avremo a disposizione al di fuori dell’Italia. Vediamo alcuni esempi, in uno specchietto che per ora è stato ufficialmente comunicato soltanto alla forza vendite.

Con una spesa pari a 10 Euro, dunque, il massimo usufruibile in UE sarà di 2,6 GB, mentre con 15 Euro saranno 3,9, anche se la propria offerta ne dovesse prevedere di più. Ovviamente, se il proprio pacchetto prevede un quantitativo di traffico dati inferiore a tale soglia, sarà interamente utilizzabile.

Al termine di questa frazione del bundle entrerà in vigore il sovrapprezzo di 7,7 Euro/GB (tariffato a Kb).

Gli altri principali gestori, almeno per ora, hanno deciso di semplificare ulteriormente la vita ai propri clienti, e hanno semplicemente indicato una distinzione molto più legata al buon senso che ai numeri: i bundle di traffico dati a pagamento delle vecchie offerte già attive sono dunque completamente utilizzabili anche all’interno dell’Unione Europea, mentre quelli offerti gratis per varie promozioni sono limitati al solo utilizzo in Italia. È quanto comunicato da TIM e da Wind, che tra l’altro aveva anticipato tutti con la promo Easy Europe.

Promo dallo stesso nome anche per 3 Italia, che però non ha indicato limitazioni: in questo caso – fino a comunicazione contraria – tutti i pacchetti risultano usufruibili anche in UE.

Altre limitazioni o deroghe potrebbero essere comunicate nel corso delle prossime ore, in particolare dai più piccoli MVNO. Vi invitiamo a tornare su questa pagina per eventuali aggiornamenti e a seguire le discussioni nel Forum di Mondo3.

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