Al via l’asta per le frequenze 5G: aperte le buste con le offerte base, c’è attesa per i rilanci

di Fabrizio Castagnotto

Mentre sono in corso in tutto il mondo sperimentazioni che si avvicinano sempre più ad un lancio commerciale del servizio, prende il via oggi un procedimento che disegnerà il futuro delle reti di telefonia mobile di nuova generazione, l’asta per l’assegnazione delle nuove frequenze che potranno essere utilizzate dagli operatori per l’avvio delle proprie reti 5G.

Era infatti oggi, 10 settembre 2018, la data prevista per l’apertura delle buste con le offerte di base degli operatori di TLC ammessi alla procedura dal MiSE: Wind Tre, TIM, Vodafone, iliad, Fastweb, Linkem e Open Fiber.

Lo Stato mette sul piatto un’ampia quantità di frequenze, a partire da quelle nello spettro dei 26 GHz, che offrono la possibilità di raggiungere migliori prestazioni in termini di velocità – per questo sono quelle utilizzate per i test sul campo delle prime reti di quinta generazione – e che dovrebbero poter essere rese disponibili più in fretta.

Previsti lotti anche nel range dei 3,7 GHz ma soprattutto in quello dei 700 MHz. Questi ultimi non saranno disponibili prima del 2022, in quanto dovranno essere gradualmente liberati con la migrazione dei servizi di TV digitale alla tecnologia DVB-T2, ma sono ritenuti “pregiati” in quanto permettono una copertura più estesa e con maggior penetrazione all’interno degli edifici.

Ciascun gestore, quindi, si trova a dover fare le proprie valutazioni, per acquisire banda in diverse frequenze per ottimizzare al meglio la propria copertura e la velocità della rete. L’analisi delle prime indiscrezioni sulle offerte di partenza, riportate in serata da Repubblica.it, può già dare una prima idea delle possibili strategie.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, sarebbero TIM e Vodafone le più agguerrite, con offerte base e possibilità di rilancio tali da rendere quasi certa la loro conquista delle principali frequenze a 700 MHz e a 26 GHz. Per queste ultime sarebbe forte però la concorrenza di Wind Tre, ma anche quella di Fastweb.

Nota a parte per gli ultimi arrivati dalla Francia: iliad, infatti, proprio in virtù della propria posizione di nuovo entrante, ha scelto – come era prevedibile – di esercitare il diritto di acquisire al prezzo base d’asta il lotto di 10 Mhz di frequenze nello spettro a 700 MHz che le era stato riservato.

Già con gli importi iniziali offerti dai vari gestori si arriva molto vicini all’introito minimo previsto dal Governo: si partirà da una cifra di circa 2,48 miliardi di Euro, praticamente pochi “spiccioli” in meno dei 2,50 preventivati.

Si tratta però, appunto, di un importo minimo: a partire dal 13 settembre inizierà l’asta vera e propria, con rilanci che si prevede faranno lievitare oltre i 3 miliardi l’importo complessivo delle concessioni delle frequenze, e che potrebbero riguardare principalmente la banda a 3.7 GHz, con TIM che partirebbe già in pole position per aggiudicarsi più lotti possibili, con una volontà di uscire vincitore confermata anche da una breve nota stampa rilasciata nel pomeriggio di oggi, nella quale si legge che:

il Consiglio di Amministrazione di TIM riunitosi oggi ha analizzato e discusso i meccanismi e i processi legati all’asta relativa all’assegnazione delle frequenze 5G, confermando l’ampio mandato al management per la presentazione di offerte e la partecipazione all’asta.

Si preannuncia dunque una fine estate molto calda, perlomeno nel mondo della telefonia mobile.

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