Gli SMS non muoiono mai: dall’uso personale a quello business, ecco come cambiano

di TecnoGazzetta

In base a quanto emerso dal sondaggio condotto nei mesi scorsi da Skebby.it, gli SMS continuano a far registrare tassi di apertura elevatissimi ed invidiabili, soprattutto se comparati a quelli di altri servizi di messaggistica (email in primis).

Il tasso di apertura medio è infatti vicino al 89% sull’intero panel intervistato, ma supera il 97% in alcune fasce d’età. Complici il minor affollamento di messaggi e la pressoché inesistente percentuale di spam, la propensione ad aprire e leggere gli SMS è molto marcata e li rende, quindi, ideali come strumento di marketing per le aziende che vogliano comunicare in maniera efficace con la propria clientela.

L’’indiscutibile ascesa di nuove forme di messaggistica ha reso gli SMS, che hanno già superato i venticinque anni di vita, uno strumento sempre meno utilizzato per le comunicazioni personali. Non essendo quindi un canale molto affollato, oltre che poco utilizzato dagli spammer, l’SMS si è andato affermando come il mezzo di comunicazione privilegiato dalle aziende per comunicare con i propri clienti.
Questi sono sicuramente i principali fattori che giocano a favore della credibilità e affidabilità degli SMS che, secondo un’’indagine condotta nei mesi scorsi in Italia da Skebby.it, l’’innovativa piattaforma che offre soluzioni professionali di mobile marketing & service, vantano tassi di apertura molto elevati, confermando quanto già emerso in diverse ricerche effettuate all’estero.
Il sondaggio di Skebby.it si è svolto nell’ambito di un’indagine più ampia che ha coinvolto 1030 persone dai 18 anni in su, che hanno visitato il sito o altri siti partner dal 27 Febbraio al 15 Aprile 2019, cui è stato chiesto come si comportano quando ricevono un SMS.

Le persone interpellate da Skebby.it hanno risposto per il 63,42% che aprono tutti gli SMS ricevuti e per il 25,40% solo quelli di mittenti già conosciuti, dati che portano al 88,82% la percentuale complessiva. Se si circoscrivono i risultati alle fasce di età centrali, che vanno dai 35 ai 64 anni, il dato medio sale al 93,33%.

Focalizzandosi infine sulla fascia di età che va dai 55 ai 64 anni, quella più ben disposta tra tutte verso gli SMS, la percentuale di apertura di qualsiasi SMS è del 75,58%, cui si aggiunge il 22,09% di coloro che si limitano ai messaggi di mittenti noti, portando così il tasso di apertura complessivo al 97,67%.

““I risultati del nostro sondaggio in Italia confermano sostanzialmente quelli di indagini svolte recentemente in altri paesi europei, da cui emerge che i tassi di apertura e lettura degli SMS superano mediamente il 90%, con punte più elevate in alcune fasce di popolazione””, commenta Francesca Quagliata, Digital Marketing Strategist di Skebby (nella foto). ““Dai risultati dell’’indagine si evince anche che per raggiungere il maggior pubblico possibile, è importante inviare SMS con un mittente riconoscibile, il cosiddetto Alias, in modo da assicurarsi il coinvolgimento di coloro che dichiarano di leggere solo i messaggi di mittenti conosciuti””, aggiunge Quagliata, che conclude: “”La registrazione da parte delle aziende del proprio mittente personalizzato è un’operazione semplice e rapida grazie ad un’apposita funzionalità della piattaforma Skebby.it, con cui è possibile personalizzare il mittente dei propri messaggi con un numero di cellulare specifico o con un testo fino a undici caratteri alfanumerici, ad esempio StudioRossi””.

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